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Rivelazione shock di un imprenditore: “Ho un ufficio dedicato alle ‘bustarelle’”

07 giugno 2014 | 16.49
LETTURA: 3 minuti

La confidenza all’Adnkronos di un uomo che gestisce un’azienda edile da vent’anni. I soldi, spesi per oliare la macchina della pubblica amministrazione, rivela, diventano una vera e propria voce di bilancio. E spiega sorridendo: “Non gli stai dietro se non ti organizzi con una struttura coerente con il resto dell’azienda. Senza sarebbe possibile andare avanti”

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(Xinhua)
Roma

Gestisce un’azienda edile da vent’anni. Opera in tutto il Lazio e gli affari non vanno male. Il fatturato, nonostante la crisi, tiene. E oggi, quando sente parlare di corruzione che dilaga, tra i casi Expo e Mose, non si scompone: “E’ soprattutto una questione di ipocrisia, c’è chi continua a scandalizzarsi di fronte a una realtà che noi imprenditori viviamo tutti i giorni: io ho un ufficio dedicato, una contabilità parallela, per le relazioni... chiamiamole relazioni istituzionali”, confida l’imprenditore, che ovviamente chiede di restare anonimo, al cronista dell’Adnkronos.

Relazioni istituzionali che si fondano su un sistema ben codificato di pagamenti in denaro, prestazioni gratuite, agevolazioni dirette e indirette. “Ci sono le bustarelle, come avviene da sempre. Ma c’è anche il lavoretto per la villa di famiglia del capo dei vigili urbani, il lavoretto per il nipote del consigliere comunale... Non gli stai dietro se non ti organizzi con una struttura coerente con il resto dell’azienda”, spiega, sorridendo. I soldi spesi per oliare la macchina della pubblica amministrazione diventano una vera e propria voce di bilancio. “Sono messi in conto, come gli investimenti in macchinari e i pagamenti ai fornitori”. Senza, sottolinea l’imprenditore, “sarebbe semplicemente impossibile andare avanti”. Anche perché una parte consistente, ormai, “serve a coprire tutto quello che hai fatto finora”.

C’è una sola accortezza da tenere sempre presente. “Non devi esagerare. Perché va calcolato anche il rischio che qualcosa possa andare storto... E una cosa è patteggiare qualche mese da incensurato e un’altra è finire in galera”.

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