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Danza: Bolle ritorna alla Scala con 'Symphony in C' di Balanchine

13 aprile 2017 | 16.10
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Martina Arduino e Timofej Andrijashenko protagonisti alla Scala di 'Symphony in C' di Balanchine

Dopo la 'Serata Stravinskij' si rinnova al Teatro alla Scala, a partire dal 19 aprile, con un nuovo 'Trittico', comprendente 'Shéhérazade' su musica di Rimskij -Korsakov, 'La Valse' sulla partitura di Ravel, e 'Symphony in C' sulle note di Bizet, l'appuntamento con la grande danza internazionale 'trascritta' su celebri partiture. In scena sino al 13 maggio anche due prime assolute affidate all'estro creativo di quattro giovani coreografi. (FOTO)

Si tratta di Eugenio Scigliano ('Shéhérazade'), Stefania Ballone, Matteo Gavazzi e Marco Messina ('La Valse'), artisti del ballo, questi ultimi, con già all’attivo alcune importanti esperienze. Sul podio Paavo Jarvi. Cuore della serata, 'Symphony in C', gioiello coreografico di George Balanchine nato sulla Sinfonia n.1 in Do maggiore di Georges Bizet.

Il fascino dell'Oriente e delle 'Mille e Una notte', l'anima ribelle e 'traditrice' di Zobeide riecheggiano nell'opera di Eugenio Scigliano, anche se il giovane coreografo ne reinterpreta la 'fiaba' drammatica, tra sopprusi e sottomissione, amore, passione e sensualità. Il debutto di 'Shéhérazade' è del 1910 a firma Fokin per i Ballets Russes di Diaghilev, con Ida Rubinstein e Vaslav Nijinskij nei ruoli principali.

Con 'Shéhérazade' di Scigliano la condizione della donna tra sopraffazione, potere e violenza

In scena, anche se con echi tragici e contemporanei, la condizione della donna, la sopraffazione e la negazione dei sentimenti, la violenza come strumento di potere. Colori lussureggianti per i costumi di 'Shéhérazade', tinte essenziali, sabbiate, cromatismi cupe che riflettono il nero della notte e del mistero, ma anche del cordoglio, della vendetta, della tristezza tristezza.

Per 'Shéhérazade' il debutto è affidato a Virna Toppi (Zobeide), Gabriele Corrado (lo Schiavo d’oro), Gioacchino Starace (Shariar), Marco Agostino (Zahman), Beatrice Carbone (ombra di Shéhérazade). Si alterneranno, successivamente, nel ruolo di Zobeide Alessandra Vassallo (27 aprile, la sera del 4 e il pomeriggio del 10 maggio) e Maria Celeste Losa (4 maggio alle 14.30).

Lo Schiavo d’oro sarà Nicola Del Freo (27 aprile, la sera del 4 e il pomeriggio del 10 maggio) e Timofej Andrijashenko (pomeridiana del 4 maggio). Nelle recite del 27 aprile, (4 sera e 10 maggio alle 14.30), Shariar verrà interpretato da Christian Fagetti e Zahman da Walter Madau.

Nella 'Valse' di Ravel gli echi della I Guerra mondiale tra folle turbinio di valzer e inebriante levità della danza

Ancora una commissione di Diaghilev per i suoi Ballets Russes con 'La Valse' di Ravel'. La prima esecuzione fu in forma di concerto a Parigi nel 1920. Solo nel 1929 la compagnia di Ida Rubinstein ne proporrà la messa in scena su coreografia di Bronislava Nijinska. Gli echi della Prima Guerra Mondiale appena conclusa risuonano nella partitura, il folle turbinare del valzer, l’inconsapevole e inebriante levità della danza sull’orlo del baratro suggeriscono una tragica metafora della vita.

Il cast di apertura vedrà impegnati, nei ruoli principali Emanuela Montanari e Antonino Sutera, Antonella Albano con Gabriele Corrado in alternanza con Mariafrancesca Garritano e Christian Fagetti (il 27, 28 aprile e il 4 maggio alle 14.30). Giulia Schembri e Gioacchino Starace saranno in scena il 27 aprile, nelle pomeridiane del 4 e 10 maggio e il 13.

La 'Symphony in C' di Balanchine è invece un esempio luminosissimo del suo stile 'concertante' ('Dovete vedere la musica e sentire la danza', soleva ripetere il grande coreografo di origine russa). Bizet compose la Sinfonia n.1 in Do maggiore ancora allievo diciassettenne di Charles Gounod al Conservatorio di Parigi. Il manoscritto, dimenticato per decenni, fu pubblicato dopo essere stato rinvenuto nel 1933 nella biblioteca del Conservatorio.

'Symphony in C' di Balanchine, esaltazione della danza pura e concertante

Balanchine seppe da Stravinskij di questa partitura scomparsa. Nel 1947 in due settimane ne creò un balletto, 'Le Palais de Cristal', per l’Opera di Parigi di cui era maître ospite. L’anno successivo, per il New York City Ballet, semplificò scene e costumi e cambiò il titolo.

Esaltazione della purezza classica, 'Symphony in C' è coreograficamente costruito su meravigliose geometrie, simmetrie e forme, nei quattro movimenti, che vedono protagonisti, ognuno, una diversa ballerina, un diverso partner e il corpo di ballo. L’intero organico di circa cinquanta elementi si riunisce nel travolgente finale.

In scena per quattro recite anche l'étoile scaligera Roberto Bolle. 'Symphony in C' vedrà tra i protagonisti Martina Arduino e Timofej Andrijashenko come coppia principale del primo movimento, in alternanza con Nicoletta Manni e Nicola Del Freo (nelle recite del 27, 28 aprile, e nelle pomeridiane del 4 e 10 maggio).

L'étoile scaligera si esibirà in coppia con Nicoletta Manni

Il secondo movimento vedrà protagonisti Nicoletta Manni con Roberto Bolle (nelle recite del 19, 21 aprile e nelle sere del 10 e 11 maggio); nelle recite del 27 e 28 aprile e nelle pomeridiane del 4 e 10 maggio saranno in scena invece Maria Celeste Losa e Gabriele Corrado. Nicoletta Manni tornerà, accanto a Marco Agostino la sera del 4 e il 13 maggio.

Il terzo movimento vedrà come coppia principale Virna Toppi e Claudio Coviello, in alternanza con Antonella Albano con Antonino Sutera (27, 28 aprile e 13 maggio), e Alessandra Vassallo con Christian Fagetti (nelle pomeridiane del 4 e 10 maggio).

Il quarto movimento vedrà sul palco della Scala, come coppia principale, Vittoria Valerio e Marco Agostino (19, 21 aprile, poi le sere del 10 e 11 maggio), Martina Arduino Marco Agostino (27 e 28 aprile) Gaia Andreanò e Massimo Garon (nelle pomeridiane del 4 e 10 maggio) Vittoria Valerio e Nicola Del Freo (il 4 e 13 maggio, alle ore 14.30).

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