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Roberto Gervaso sarà sepolto al Vittoriale

11 giugno 2021 | 13.52
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La salma sarà traslata dal cimitero di Sacrofano, alle porte di Roma. Lo scrittore e giornalista riposerà accanto a D'Annunzio. Cerimonia privata di sepoltura sabato 19 giugno

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(Fotogramma/Ipa)

Lo scrittore e giornalista Roberto Gervaso, morto a Milano il 2 giugno 2020 all'età di 82 anni, riposerà accanto a Gabriele D'Annunzio nel Mausoleo funebre del Vittoriale degli Italiani, la casa-museo del Vate sulla sponda bresciana del lago di Garda. La salma sarà traslata dal cimitero di Sacrofano, alle porte di Roma, a Gardone Riviera nei prossimi giorni: la cerimonia di sepoltura si terrà, in forma strettamente privata, sabato 19 giugno. "Sarà una semplice cerimonia privata, come lui vorrebbe: alzabandiera e silenzio suonato da un trombettiere", anticipa Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, di cui Gervaso è stato consigliere di amministrazione dal 2010.

Il monumento funebre posto nel parco del Vittoriale fu terminato nel 1963, 25 anni dopo la morte di d'Annunzio, e ne accoglie ora l'urna assieme a quelle di dieci compagni scelti da lui. Al di sotto, all'interno di una cappella circolare, Giordano Bruno Guerri ha deciso di onorare le spoglie di uomini e donne legate al Vittoriale: dopo l'antropologa Ida Magli e Giuseppe Sarti, uno dei piloti del volo su Vienna, il Mausoleo si prepara, dunque, ad accogliere Roberto Gervaso, noto come aforista e autore con Indro Montanelli di sei volumi della 'Storia d'Italia' pubblicata da Bur Rizzoli.

Spiega Guerri: "Conobbi Roberto Gervaso nei primi anni Ottanta, insieme a Indro Montanelli. Il piatto forte era la conversazione, che conduceva come i suoi aforismi, sapidi e taglienti. Mai avrei pensato di trovarmelo un giorno in un consiglio d'amministrazione. Fu nel 2010, per il mio secondo mandato come presidente del Vittoriale degli Italiani, e fu un'allegria. Mai avrei pensato neppure che un giorno avrei organizzato la sua tumulazione al Vittoriale. Di certo ci avrebbe scritto un magnifico aforisma, peccato non riuscire a immaginarlo".

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