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Roche: "Nuova immunoterapia dimezza mortalità tumore polmone"

28 settembre 2015 | 13.46
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Dimezzare la mortalità, ridurre le dimensioni del tumore in oltre un malato su 4, allungare la vita di 8 mesi circa. Sono le promesse di una nuova immunoterapia oncologica sperimentale 'targata' Roche, contro il carcinoma polmonare non a piccole cellule in fase avanzata. I risultati positivi dell'anti PD-L1 atezolizumab sono stati presentati dal gruppo farmaceutico svizzero all'European Cancer Congress (Ecc) in corso a Vienna.

Lo studio randomizzato di fase II 'Poplar' - informa Roche - ha raggiunto l'endpoint primario e ha ottenuto una significativa riduzione del rischio di mortalità (HR 0,54) nei pazienti il cui tumore esprime medi e alti livelli di proteina PD-L1, portando la sopravvivenza a 7,7 mesi in più rispetto al trattamento con la sola chemioterapia a base di docetaxel. Un altro studio di fase II che ha raggiunto l'endpoint primario è il 'Birch': atezolizumab è riuscito a ridurre le dimensioni del tumore nel 27% dei pazienti la cui malattia ha registrato una progressione con i farmaci precedenti ed esprima i livelli elevati di PD-L1. La sopravvivenza mediana non è stata ancora raggiunta. In entrambi gli studi con atezolizumab, gli eventi avversi sono stati in linea con quelli osservati negli studi precedenti.

"Sono positivi e molto incoraggianti per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato i risultati dei due studi presentati all'Ecc 2015 - commenta Cesare Gridelli, direttore dell'Unità operativa di Oncologia medica dell'azienda ospedaliera di rilievo nazionale S.G. Moscati e del Dipartimento di Onco-ematologia presso la Cittadella ospedaliera di Avellino - Ancora una volta, questi dati dimostrano come l'immunoterapia sia una valida opzione terapeutica che possiamo affiancare ai farmaci target che, comunque, rimangono essenziali per la gestione della malattia".

"I risultati di entrambi gli studi hanno dimostrato che la misurazione della PD-L1 può aiutarci a identificare i pazienti con maggiori probabilità di rispondere ad atezolizumab e che nella maggior parte di loro questa risposta è rimasta invariata, e ciò è particolarmente significativo per i pazienti il cui cancro era progredito con altri farmaci", dichiara Sandra Horning, MD, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche.

"L'immunoterapia - evidenzia - ha le potenzialità per aiutare i pazienti affetti da certe forme di neoplasie polmonari a ottenere esiti migliori di quelli osservati in precedenza, motivo per cui abbiamo in programma di presentare i risultati degli studi alle autorità sanitarie mondiali al fine di mettere a disposizione di clinici e pazienti questa nuova opzione terapeutica".

A febbraio 2015 - ricorda Roche - atezolizumab ha ricevuto la Breakthrough Therapy Designation (Btd, designazione di terapia fortemente innovativa) dall'ente regolatorio americano Food and Drug Administration, per il trattamento di pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule che esprimono PD-L1 e la cui malattia è progredita durante o dopo i trattamenti standard. La compagnia basilese sta discutendo i dati di Poplar e Birch con la Fda nel quadro della Btd nel carcinoma polmonare, e con altre autorità sanitarie del mondo. Roche ha in corso 7 studi di fase III con atezolizumab in monoterapia o in combinazione con altri farmaci per varie forme di carcinoma polmonare.

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