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Roma, anziani 'saccheggiati' da un avvocato e un imprenditore

19 maggio 2020 | 13.38
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Immagine di repertorio (Fotogramma)

  Raggiravano anziani incapaci di intendere e volere e li saccheggiavano delle loro proprietà. In carcere sono finiti un avvocato di 51 anni, F.L. e un imprenditore di 60 anni, M.C., arrestati dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma su disposizione della Procura. Le accuse sono peculato e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Le indagini, svolte dalle Fiamme Gialle della Sezione di Polizia Giudiziaria e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria - Gruppo Tutela Spesa Pubblica, hanno consentito di portare alla luce una serie di condotte illecite che l’avvocato, in qualità di amministratore di sostegno di persone molto anziane, totalmente incapaci di intendere e di volere, e l’imprenditore hanno posto in essere per perpetrare – come evidenzia il G.I.P. nel provvedimento – "un vero e proprio "saccheggio" delle proprietà" delle vittime.

Per giustificare i pagamenti e "drenare" le disponibilità finanziarie dei diversi assistiti, il professionista si faceva emettere da società riconducibili a M.C. fatture per svariate migliaia di euro al mese, relative a prestazioni di assistenza asseritamente rese da infermieri o badanti ma mai effettuate o effettuate soltanto in parte ovvero provvedeva a pagare più volte le stesse attività, finanche alla stessa persona. Le spoliazioni non riguardavano soltanto denaro ma anche immobili. Tramite la mediazione di M.C. il legale ha venduto, richiedendo l’autorizzazione d’urgenza al Giudice Tutelare, la nuda proprietà dell’appartamento nel quartiere Prati di una signora ormai morente, a un prezzo notevolmente inferiore a quello di mercato, ricevendo dall’acquirente – indagato, in concorso, per corruzione – un illecito compenso in contanti.

Oltre alla misura cautelare personale, il gip ha disposto il sequestro preventivo fino alla concorrenza di circa 150mila euro nei confronti di F.L., M.C., dell’acquirente dell’appartamento e di un altro professionista, anche egli indagato per peculato per aver pagato a M.C., in qualità di amministratore di sostegno, fatture per servizi assistenziali resi per importi largamente inferiori.

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