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Roma: Cer-Cna Lazio, timidi segnali ripresa per investimenti e credito

19 marzo 2014 | 18.27
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Roma, 19 mar. (Labitalia) - Iniziano a volare le prime rondini sull'economia del Lazio, ma è ancora presto per intravedere la primavera. Dopo semestri di continua diminuzione, gli investimenti, alla fine l'anno scorso, hanno invertito la rotta, attestandosi attorno al 22%. Nell''Indagine congiunturale sulle piccole imprese del Lazio. Consuntivo II semestre 2013 - Aspettative I semestre 2014', condotta su un campione di 500 imprese dalla Cna di Roma e Lazio in collaborazione con il Centro europa ricerche (Cer) e presentata oggi alla Casa delle imprese Cna, non è l'unico, seppure lieve, segnale di ripresa che viene indicato.

A dirlo sono le imprese che nelle ultime indagini condotte hanno dimostrato di essere il vero barometro della crisi. E' la prima volta che la percentuale di imprese che ritengono che il peggio della crisi debba ancora arrivare è superata dalla percentuale di quante affermano che l'attuale periodo ne rappresenti l'apice.

Il credit crunch, emerge dall'indagine, rallenta la corsa, ma non si ferma: le pmi che hanno a disposizione credito bancario resta infatti appena al di sotto della soglia del 50% e ben lontana dai valori più elevati del passato. Ma continuano a restare critiche le condizioni di accesso al credito, soprattutto sotto il profilo delle garanzie richieste e dei tassi di interesse praticati, entrambi aumentati secondo 4 imprese su 10 intervistate.

A giudicare dai dati, la contenuta ripresa non consentirà di migliorare le condizioni del mercato del lavoro: poco meno di un quarto delle imprese del Lazio intervistate dichiara di aver ridotto - o che lo farà entro giugno - il numero di addetti. In controtendenza si muoverà appena il 5% del campione. Meglio va per l'elettromeccanica e l'elettronica, il tessile, l'abbigliamento e il calzaturiero. Ancora nubi all'orizzonte per le costruzioni, il commercio di veicoli e l'autoriparazione.

La tanto attesa ripresa dell'economia del territorio sarà ancora contenuta, ma comunque sopra quota '0,': per il triennio 2014-2016 il Cer prevede per il Lazio una crescita dell'1% annuo, in linea con la media nazionale (+1,1% nel 2015 e nel 2016). Nonostante la ripresa, il saldo (ovvero la differenza, in percentuale, tra chi ha espresso un giudizio positivo e negativo) per i principali indicatori delle imprese intervistate resta ampiamente negativo anche per la prima metà del 2014: -24,4% per la produzione così come per gli ordini, -30,8% per il fatturato nel complesso (e -33,3% per il fatturato dal commercio con l'estero) e -29,2% per l'utile lordo.

Nel complesso, l'indicatore sintetico registra un saldo del -28,4% per le previsioni del I semestre del 2014 in lieve miglioramento rispetto al -30,9% del consuntivo del II semestre del 2013. Pollice verso delle imprese, con una bassa percentuale di giudizi positivi, nei confronti delle politiche scelte dalle amministrazioni, a tutti i livelli, quanto più si sale verso il governo nazionale il cui passato operato è giudicato in misura molto negativa da due imprese su tre. Gli imprenditori chiedono in particolare azioni concrete per ridurre la pressione fiscale, dare concretezza alle politiche industriali, sostenere le imprese e razionalizzare della spesa pubblica.

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