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Roma, dallo stadio alle Olimpiadi: tutti i ripensamenti di Virginia Raggi

09 maggio 2016 | 18.32
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Virginia Raggi (foto Adnkronos)

"Sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 bisogna dare la parola ai romani con un referendum", no anzi, "le Olimpiadi non vanno fatte perché sono uno spreco di soldi", fino alla dichiarazione di oggi, al termine dell'incontro con il numero uno dello sport italiano Giovanni Malagò: "Nessun pregiudizio nei confronti delle Olimpiadi, ma dobbiamo pensare prima all'ordinario e poi valuteremo anche lo straordinario". Dallo scorso febbraio a oggi la posizione di Virginia Raggi sulle Olimpiadi a Roma è cambiata più volte. E, viste le dure dichiarazioni dei giorni scorsi, oggi più di qualcuno ha visto un ammorbidimento nelle parole pronunciate dopo il faccia a faccia con Malagò.

Sull'argomento, lo scorso febbraio la candidata sindaco aveva detto inizialmente di voler lasciare esprimere i cittadini. Poi però la linea si era irrigidita. Soltanto quattro giorni dopo infatti era stata più netta: "Le Olimpiadi sono un regalo economico a una città che spesso viene usata per costruire grandi opere che restano incompiute o, più in generale, come una grande mangiatoia", aveva detto. Fino alla bocciatura netta dagli studi di 'Porta a Porta': "Da qui al 2024 i romani saranno morti nel traffico e nelle buche".

Anche sullo stadio, la posizione della Raggi ha subito un'evoluzione: "Sono favorevole al nuovo stadio per Roma e Lazio, l’importante è che non ci siano speculazioni edilizie", la sua prima dichiarazione. Poi, in un'intervista a Radio Radio, aveva corretto il tiro: "Se vinciamo ritiriamo la delibera sulla pubblica utilità. Lo stadio della Roma si farà da un’altra parte, a Tor di Valle c’è una speculazione edilizia e non ci sono le condizioni". Quindi, ieri, in un'intervista al Tempo ha ricalibrato: "Sullo stadio non devo cambiare idea. Voglio farlo (anche uno per la Lazio) ma il progetto deve seguire le norme".

Non è la prima volta che la candidata sindaco di Roma per il M5S è sembrata smussare i toni e cambiare posizione. Lo scorso settembre Virginia Raggi definì le municipalizzate Atac e Ama "il fiore all'occhiello per l'amministrazione comunale". Salvo poi correggere il tiro, a distanza di alcuni mesi, anche questa volta davanti alle telecamere di 'Porta a Porta': "Atac deve tornare a essere il fiore all'occhiello dell'amministrazione".

Anche sull''affaire Acea' la candidata 5 Stelle ha raddrizzato il tiro, ammorbidendo la posizione espressa, quando, ospite da Maria Latella su SkyTg24, aveva detto senza mezzi termini di voler cambiare il management dell'azienda, partecipata al 51% dal Comune di Roma. Un'uscita tranchant che le aveva attirato critiche e accuse da tutti gli schieramenti.

Una settimana dopo, durante un'intervista a Radio24, ancora una volta i toni vengono smussati e al giornalista che gli chiede come e in che modo intende cambiare i vertici dell’azienda, dice: "Vedremo, innanzitutto andiamo a capire che cosa hanno fatto in questi anni, come sono stati fatti gli investimenti sulle reti. Stiamo iniziando a fare questa valutazione, non è che posso svelare tutto adesso, sicuramente ci sono delle operazioni da fare".

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