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Mostre: al Macro Roma e Istanbul nell'arte del turco Timur Kerim Incedayi

27 gennaio 2015 | 20.08
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Dal 30 gennaio all'1 marzoal Macro 50 opere di diverso formato che raccontano il rapporto fra le due città. Al centro dell'esposizione, la risonanza di un passato artistico e culturale che accomuna le due metropoli dell'area del Mediterraneo

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Un'opera di Timur Kerim Incedayi (Foto Macro)

Riscoprire i profondi legami che uniscono sotto il profilo culturale ed artistico Roma e Istanbul. E' l'obiettivo al centro della mostra 'Roma e Istanbul, sulle orme della storia' dell'artista turco Timur Kerim Incedayi che verrà presentata al Macro, il Museo d’Arte Contemporanea della Capitale, dal 30 gennaio all’1 marzo.

Le opere esposte, per lo più inedite, sono dedicate al rapporto fra le due città, evidenziando un tema caro all’artista: la profonda e 'magica' risonanza di un passato artistico e culturale che accomuna due grandi metropoli influenti nell'area del Mediterraneo. La mostra di fatto collega due popoli e due civiltà che si confrontano nei segni e nel cromatismo delle figure di Incedayi, nei suoi lavori che sottolineano il sapore metafisico e rarefatto della cultura mistica ed esoterica orientale, nel rispetto di un canone compositivo occidentale.

"La pittura odierna di Timur Incedayi -afferma Maurizio Marini che ha curato il catalogo della mostra- è preziosa e misteriosa, reale e metafisica, fissa e dinamica come le stelle, avendo egli riallacciato quella corda armonica che da sempre, senza dissolvenze, unisce il vicino Oriente all’Europa più raffinata: Roma a Costantinopoli, Bisanzio a Istanbul". L’artista espone al Macro circa 50 opere di diverso formato, tecniche miste su cartone, dove a volte prevale il pigmento sulla figurazione, grazie anche all’utilizzo di un supporto appositamente realizzato per l’occasione dalle ditte Canson e Arches.

Dagli anni Sessanta ad oggi T imur Kerim lncedayi ha rappresentato sempre un vero e proprio ponte fra Oriente e Occidente e, in particolare, fra Istanbul e Roma, due città, due storie e civiltà che nei secoli si sono confrontate e intrecciate per diversi e molteplici aspetti e che tornano a rispecchiarsi e confrontarsi proprio nella memoria pittorica e nella sua figurazione.

Se la prima formazione dell’artista è avvenuta a Istanbul, la sua specializzazione artistica si è svolta prevalentemente a Roma , dove ha frequentato con successo l'Accademia di Belle Arti. Nella Capitale incontra e frequenta pittori famosi come Renato Guttuso, Mino Maccari e Luigi Montanarini, espone in varie edizioni della Quadriennale, e fonda, nel 1987, il movimento artistico del Metropolismo, insieme a Nico Paladini, Antonio Sciacca e Carlos Grippo.

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