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Roma, Monte Testaccio da via della movida a terra di nessuno

05 gennaio 2017 | 17.53
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Da rinomata via della movida a terra di nessuno. E' il declino che ha subito, nel corso degli ultimi anni, via di Monte Testaccio, la strada che parte da piazza Orazio Giustiniani e arriva fino all'incrocio con via Galvani, nel cuore dello storico quartiere romano, dove sono situati famosi locali della Capitale, dal Contestaccio all'Akab, da Radio Londra all'Alibi, e dove fino a qualche anno fa non era raro incontrare artisti e attori che sceglievano di passare lì la loro serata.

Oggi, stando alle testimonianze di chi lavora in quei locali da anni e di chi frequenta abitualmente la zona, niente di tutto questo accade più a via di Monte Testaccio, dove parcheggiatori abusivi e rapinatori la fanno da padrone. La strada deve il suo nome al Monte Testaccio, popolarmente noto come 'monte dei Cocci', una collina artificiale situata nella zona portuale dell'antica Roma e in prossimità dei magazzini. Il monte è infatti formato da 'testae', cocci, in prevalenza frammenti di anfore usate per il trasporto delle merci, che venivano sistematicamente scaricate e accumulate dopo essere state svuotate nel vicino porto fluviale.

"Questa strada una volta era uno spettacolo per la movida - raccontano all'Adnkronos dal Contestaccio, rinomato locale che ha lanciato numerosi talenti musicali e dove ancora oggi si esibiscono band emergenti - Oggi invece i locali sono distrutti. Le presenze sono calate massicciamente e molti locali hanno dovuto ridurre il personale perché sono calati enormemente gli incassi. I rapinatori, favoriti anche dalla poca illuminazione e dall'assenza di controlli, avvicinano i clienti quando escono dai locali, mentre vanno a riprendere le loro auto e li derubano. Non hanno paura di niente".

Contestaccio, 'manca presidio territorio e sicurezza'

"Manca un presidio serio del territorio da parte delle forze dell'ordine", aggiungono .

"Il venerdì e il sabato i parcheggiatori abusivi agiscono indisturbati - dice un dipendente del ristorante 'Flavio al Velavevodetto' - spesso è preferibile non passeggiare perché la strada è scarsamente illuminata e di pattuglie non se ne vedono quasi mai. Fortunatamente il nostro locale va bene, ma noi siamo ristorante, so che diversi locali e discoteche stanno andando molto male: rispetto a tre quattro anni fa la situazione è peggiorata".

A parlare all'Adnkronos anche la vittima di una rapina, avvenuta il 3 dicembre scorso in via Zabaglia. "Erano le 23.45, ero appena sceso dalla mia auto dopo averla parcheggiata, stavo camminando in via Zabaglia quando sono passato davanti a due ragazzi che erano seduti vicino a un albero - racconta F.G. - Appena li ho superati, con la coda dell'occhio ho notato che si sono alzati di scatto e si sono infilati un passamontagna".

la vittima di una rapina, in due mi hanno assalito con pistola e passamontagna

"Mi hanno raggiunto e uno dei due mi ha afferrato dal giaccone dicendomi 'dammi i soldi' - prosegue - non so se fossero italiani o stranieri. Io sono riuscito a divincolarmi ma ho visto che lo stesso che mi aveva strattonato ha estratto una pistola e l'altro gli ha urlato 'spara'. Per fortuna in quel momento è passata una macchina e io sono riuscito a scappare. Poi ho chiamato il 112, mi hanno detto che avrebbero mandato una pattuglia ma io ero sotto choc e ho lasciato perdere. Tanto anche se li avessero fermati cosa gli avrebbero fatto?".

"La notte tra il 17 e il 18 dicembre, mentre tornavamo alla macchina all'uscita da un locale ci sono venuti incontro due o tre ragazzi stranieri - racconta una ragazza - ci hanno un po' spintonato e con la scusa di chiedere che ora fosse hanno provato a derubarci. E' una tecnica che usano spesso, mentre tu ti guardi intorno dopo esserti sentito urtare viene un altro da dietro, ti 'accerchiano' e ti mettono le mani in tasca per tentare di rubare cellulari o portafogli".

E il problema non sono solo le rapine. "Di droga ne gira tanta - dice un altro ragazzo che lavora in una pizzeria - C'è uno spartiacque tra la zona del Macro, dove è stata rifatta la piazza e non ci sono più i parcheggiatori, e via di Monte Testaccio: appena ci si addentra si vedono i 'mostri', ormai chi viene qui lo fa per 'sfasciarsi'".

Dall'altro lato del quartiere la situazione migliora ma c'è chi lamenta deficit di pulizia

Diversa invece la situazione nel resto del quartiere. Dall'altro lato di Testaccio, da via Galvani a piazza Testaccio, dove ci sono perlopiù ristoranti, non vengono segnalate criticità particolari. C'è chi lamenta però problemi sulla pulizia delle strade.

"C'è un problema sulla pulizia della strada e in particolare con le foglie, nessuno passa a spazzare e anche la raccolta non sempre è puntuale", dicono da 'Masto' a via Galvani. "So che dall'altro lato ci sono problemi sulla sicurezza - aggiunge - Il semaforo all'incrocio tra via Galvani e via di Monte Testaccio sembra uno spartitraffico tra zone diverse".

"Noi notiamo un miglioramento dal punto di vista della sicurezza - aggiungono dal ristorante 'Pecorino' a via Galvani - Negli anni passati era molto peggio, da quando hanno rifatto la piazza davanti al Macro non ci sono più neanche i parcheggiatori. L'unica criticità è che ci hanno tolto i tavolini. Non si capisce perché dai piani di massima occupabilità hanno deciso che da questo lato di via Galvani non vanno bene, mentre sulla stessa strada ma dal lato di fronte e appena girato l'angolo da piazza Giustiniani in poi sì. Il problema è che chi scrive questi piani sta chiuso dentro gli uffici e non sa quello che succede fuori..."

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