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Roma, prof taglia ciocca di capelli a studentessa iraniana

29 settembre 2022 | 14.14
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L'insegnante rischia una sanzione disciplinare. Sbai (Acmid): "Violenza, lo denunceremo"

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(Fotogramma)

Rischia una sanzione disciplinare il prof che ha tagliato una ciocca di capelli a una studentessa di origini iraniane esortandola a sostenere la lotta delle donne nel suo Paese. A quanto apprende l'Adnkronos, infatti, la scuola - un istituto del centro di Roma - ha già avviato un procedimento disciplinare nei confronti del docente coinvolto nel caso, mentre l'Ufficio scolastico regionale segue la vicenda.

"L’episodio che riguarda la giovane studentessa iraniana va verificato ma, se vero, sarebbe una forma di bullizzazione inaccettabile’’ ha detto questa mattina il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

"Il prof che taglia i capelli in classe alla studentessa iraniana? Queste sono altre violenze. Quella ciocca di capelli avrebbe dovuto tagliarla la ragazza solo secondo una sua volontà. Le donne iraniane fanno questo gesto per protesta ma nessun professore, qui in Italia o in altra parte del mondo, può osare fare una cosa del genere. Lo denunceremo" ha affermato all’Adnkronos Souad Sbai, giornalista e presidente dell’Associazione delle comunità delle donne marocchine in Italia (Acmid – Donna Onlus).

Quello dell'insegnante che ha tagliato la ciocca di capelli a una studentessa iraniana ''è un atteggiamento che si concilia poco con il diritto-dovere degli insegnanti a formare gli studenti. Se per ogni manifestazione che succede all'esterno noi interveniamo in maniera così plateale è chiaro che l'unica cosa che otteniamo è che queste questioni diventino divisive. La scuola ha bisogno di pacatezza e di saggezza non ha bisogno di elementi divisivi'' ha dichiarato all'Adnkronos il presidente dell'Associazione nazionale presidi di Roma, Mario Rusconi.

''Io pure poi come cittadino sono profondamente scosso da quello che stanno facendo in Iran, ne posso discutere con i ragazzi del mio liceo ma non mi permetterei mai di fare cose che hanno una risonanza mediatica che può essere divisiva e mal interpretata da molti'', ha spiegato.

''Gli insegnanti dovrebbero agire sempre con molta accortezza perché dei gesti del genere poi magari possono essere interpretati male dai genitori o anche dai colleghi - ha ribadito Rusconi - Bisogna fare in modo che tutto ciò che entra a scuola sia elemento di crescita e non semplicemente di visibilità mediatica. La visibilità mediatica lasciamola a TikTok e così via''.

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