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Roma, si spaccia per uno 007 per conquistare una donna: denunciato 45enne

04 ottobre 2014 | 11.57
LETTURA: 5 minuti

Dopo averle confidato di essere stato costretto ad avvicinarla per indagare sul suo ex marito, l'ha addirittura costretta a nascondersi in un albergo per diversi giorni con la scusa di doverla proteggere. Potrebbe anche averle somministrato a sua insaputa una qualche sostanza per far sì che non si opponesse ai suoi voleri

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Sean Connery e Jill Masterson (Fermo immagine da 'Agente 007 - Missione Goldfinger', terzo film della serie ufficiale di James Bond)

Per conquistare una donna si spaccia per uno '007', ma la polizia ha scoperto l'inganno e lo ha denunciato per violenza sessuale e ricettazione. E' accaduto a Roma e a intervenire sono stati gli agenti del Commissariato San Paolo, diretto da Filiberto Mastrapasqua.

La trama sembra quella di un film: un 45enne romano per attirare le attenzioni di una donna da poco conosciuta, si è spacciato per un appartenente alle forze dell'ordine di un fantomatico reparto speciale, millantando conoscenze altolocate e influenti. La messinscena si è rivelata efficace e i due, dopo qualche tempo, hanno iniziato a frequentarsi. All'inizio sembrava che tutto procedesse normalmente, ma a un certo punto la donna ha cominciato a sospettare, visto che la storia ha preso una piega sempre più inverosimile. L'uomo, infatti, dopo qualche tempo le avrebbe confidato di essere stato costretto ad avvicinarla per indagare sul suo ex marito, che secondo una sua fantasiosa ricostruzione era un soggetto pericoloso su cui stava indagando e che era in procinto di arrestare. Addirittura l'ha costretta a nascondersi in un albergo per diversi giorni con la scusa di doverla proteggere. Alla fine la storia, seppure ben architettata, non ha più retto e la donna si è rivolta alla polizia. E gli agenti del commissariato San Paolo, avviate le indagini, hanno scoperto che l'uomo oltre a spacciarsi per un agente speciale, aveva anche cambiato nome.

La vittima una volta chiarita tutta la vicenda ha anche ricollegato la messinscena dell'uomo ad alcuni episodi che si erano verificati in passato. Tra questi una serata passata insieme a lui, durante la quale i due avevano anche consumato un rapporto sessuale non protetto, al quale lei non era riuscita a opporsi, perché incapace di ribellarsi in quanto plagiata ed in uno stato di completa sudditanza psicologica.

Tra le ipotesi investigative vi è anche la possibilità che, a sua insaputa, l'uomo possa averle somministrato qualche sostanza per far si che non si opponesse ai suoi voleri. Il sedicente agente segreto, nel frattempo, forse sospettando che la donna si fosse rivolta alla polizia, si era reso irreperibile presso i luoghi da lui solitamente frequentati. Gli investigatori hanno però stretto il cerchio attorno a lui e hanno atteso che facesse un passo falso. Cosa che è accaduta nella mattinata di ieri, quando l'uomo è stato rintracciato e bloccato all'interno di una camera di un albergo di Nettuno, con tanto di valigie al seguito e da dove, molto probabilmente, era in procinto di partire per far perdere le proprie tracce.

Perquisita la stanza i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato anche un assegno e una replica di pistola del tipo in dotazione alle forze dell'ordine. Accompagnato in ufficio, al termine degli accertamenti l'uomo è stato deferito all'autorità Giudiziaria, di fronte alla quale dovrà rispondere di violenza sessuale e di ricettazione. Le indagini, comunque, non sono ancora concluse. Gli investigatori dovranno analizzare gli ulteriori elementi emersi che, in attesa di ulteriori riscontri, porterebbero a ipotizzare che l'uomo possa essersi reso responsabile anche di alcune truffe, messe in atto sempre con il collaudato sistema di fingersi appartenente alle forze dell'ordine e millantando conoscenze altolocate.

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