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Roma, soldi per evitare controlli: in manette due imprenditori e un vigile /Video

19 aprile 2016 | 17.14
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Dalle prime ore dell’alba oltre 100 finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno dando esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma nei confronti di due imprenditori e di un appartenente al Corpo di Polizia Locale Roma Capitale, oltre a numerose perquisizioni, presso abitazioni e rinomati esercizi commerciali del centro storico di Roma.

Il provvedimento cautelare è stato disposto sulla scorta degli elementi investigativi, acquisiti dagli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma-Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.

Sono otto gli indagati a cui sono stati notificati altrettanti avvisi di garanzia. L'operazione, convenzionalmente denominata 'Tavolino in centro', ha consentito di disarticolare un gruppo dedito, tra dicembre 2012 e aprile 2014, alla commissione seriale di episodi corruttivi. Plurime le fattispecie delittuose accertate: concorso in corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, rilevazione e utilizzazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo a sistemi informatici/telematici.

Nel dettaglio, è stato svelato un totale asservimento della funzione di alcuni pubblici ufficiali infedeli all’interesse di privati imprenditori che avevano importanti attività commerciali nella Capitale. In cambio dell’illecito servizio prestato, abusando dei poteri derivanti dall’incarico ricoperto, il vigile urbano oggi arrestato, insieme con altri appartenenti alla Polizia Locale indagati, ha ottenuto promesse e consegne di denaro e altre utilità a contenuto patrimoniale.

Tra queste la promessa di assunzione, nella zona di Catanzaro, di una persona indicata dal vigile che, laconicamente, sottolineava “a me chi mi aiuta io lo aiuto!!!”; consegna di casse e bottiglie di vino e altre regalie, come ticket restaurant; pagamento ovvero promesse di pagamento, nonché offerta sistematica di consumazioni presso i locali riconducibili agli imprenditori.

A fronte di tali ritorni, gli stessi pubblici ufficiali infedeli hanno rivelato, in anticipo, agli imprenditori oggi arrestati, le tempistiche di svolgimento dei controlli presso i loro locali in centro storico, al fine di evitare che le attività ispettive evidenziassero irregolarità, così garantendo l’esito positivo degli stessi accertamenti; bloccato gli accessi ispettivi da svolgere ovvero assicurato che gli stessi controlli fossero operati con elasticità; effettuato accessi abusivi alle banche dati informatizzate in uso alle Forze di Polizia.

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