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Roma, oscurati manifesti omofobi. Leonori: "No a messaggi contro i diritti civili"

18 settembre 2015 | 12.34
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Roma si è svegliata tappezzata da manifesti anti-gay contro le famiglie con genitori omosessuali. A denunciare la vicenda è stato il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo. "Si prende di mira il disegno di legge Cirinnà che prevede la ‘stepchild adoption’. Sono manifesti vergognosi che inducono all'omofobia e che vogliono condannare migliaia di bambini all'infelicità" ha detto Marrazzo.

Il Campidoglio però non è rimasto a guardare, disponendo immediatamente l'oscuramento e la rimozione dei manifesti abusivi, molti dei quali con messaggi omofobi, apparsi in città. "Gli uffici dell’Assessorato a Roma Produttiva e del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive, con il supporto della Polizia Locale, hanno inviato squadre di operatori che hanno oscurato i manifesti affissi illegalmente, defisso quelli che deturpavano i muri ed emesso le relative sanzioni. I primi interventi hanno riguardato numerose vie della città, ma l’azione di controllo e monitoraggio continua per individuare nuove affissioni - ha spiegato l’Assessora a Roma Produttiva Marta Leonori - . Ancora una volta siamo dovuti intervenire per defiggere e oscurare manifesti che imbrattano la città affissi al di fuori delle regole. Ciò significa impiegare risorse pubbliche, quindi dei cittadini, per individuare, coprire o rimuovere i manifesti. Ma quello che è più grave - sottolinea - è che ci fossero manifesti abusivi che riportavano messaggi omofobi, messaggi inaccettabili che infrangono anche l’articolo 12 bis del Regolamento approvato lo scorso anno con il sostegno dell’Assemblea capitolina. Continueremo con questa azione che punta a restituire decoro e dignità alla città”.

Dal Campidoglio arriva anche la netta condanna di Alessandra Cattoi, assessora al Patrimonio, Politiche Ue, Comunicazione e Pari Opportunità di Roma Capitale. L’amministrazione capitolina è impegnata nel contrastare qualunque forma di manifestazione omofoba e continuerà nella sua battaglia per i diritti e l’educazione al rispetto, sulla quale già abbiamo compiuto molti passi in questi due anni, con l’obiettivo di costruire una società sempre più civile e inclusiva". Marta Bonafoni, consigliera Sel alla Regione Lazio, plaude all'immediato intervento del Comune di Roma "ma - aggiunge - resta l'esigenza di agire con concretezza sia sul piano culturale che su quello normativo. L'unica risposta alle provocazioni omofobe apparse su manifesti affissi a Roma - conclude - è agire in fretta per riconoscere sacrosanti diritti alle coppie gay e lesbiche."

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