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Pmi: Roscio (Intesa Sanpaolo),'boom candidature per Imprese vincenti'

27 novembre 2020 | 15.08
LETTURA: 4 minuti

Il programma per la valorizzazione delle piccole e medie imprese italiane che ha visto oggi concludersi l'edizione 2020

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responsabile Direzione sales&marketing imprese Intesa Sanpaolo
Roma, 27 nov. (Labitalia)

"L''obiettivo del percorso che abbiamo avviato nel 2019 è stato duplice: dare voce a queste aziende, a queste eccellenze italiane, raccogliere le loro esperienze e i loro racconti per portarli anche a testimonianza. E, secondo, creare con questa comunità di imprese dei percorsi di accompagnamento alla crescita insieme ai nostri partner. E cioè mettere a disposizione loro degli strumenti idonei per permetterne la crescita". Così, con Adnkronos/Labitalia, Anna Roscio, responsabile Direzione sales&marketing imprese Intesa Sanpaolo, racconta gli obiettivi alla base di 'Imprese Vincenti', il programma per la valorizzazione delle piccole e medie imprese italiane che ha visto oggi concludersi l'edizione 2020.

"E' un progetto -ribadisce Roscio- dedicato alle piccole e medie imprese, e nasce dalla considerazione che il nostro sistema economico è fatto da pochissime grandi aziende molto conosciute a livello nazionale e a livello internazionale perché sono espressione del made in Italy e dell'eccellenza italiana. Ma dietro di esse abbiamo un'enormità di piccole e medie aziende che sono tipiche del nostro territorio, legate a delle nicchie di mercato, a delle nicchie di eccellenza, molto specializzate, e che molto spesso sono i fornitori di queste grandi aziende, e che quindi contribuiscono alla creazione del nostro made in Italy, ma che sono poco note rispetto a quanto valgono", continua.

"In questa edizione 2020 -racconta ancora Roscio- si sono candidate 4mila aziende. Le candidature appunto le abbiamo avviate da dicembre 2019, le abbiamo chiuse a metà febbraio 2020, proprio appunto prima dello scoppio della pandemia. Abbiamo ricevuto quindi 4mila candidature, un dato molto importante rispetto all'edizione 2019, in cui avevamo avuto 2000 candidature", sottolinea.

E dalla candidature si è passati al programma 'sul campo'. "Di queste 4mila aziende -spiega Roscio- ne abbiamo scelte 144 che sono state protagoniste di un tour digitale sul territorio. Le abbiamo scelte sulla base di alcuni indicatori che per noi sono espressione dell'eccellenza, ovverosia l'internazionalizzazione, il legame con il territorio, il capitale umano, la disponibilità, l'innovazione. Le aziende interessate hanno tutte una dimensione medio-piccola, ma hanno anche espresso fino al 2019 una crescita a due cifre, sia in termini di fatturato che di dipendenti", sottolinea.

Eccellenze del made in Italy, quindi, che devono essere sostenute per spiccare ancora più il volo. "Sono aziende quindi in forte crescita, con forte vocazione internazionale, con capacità di attrarre persone, competenze e talenti. Le abbiamo incontrate in questo digital tour, abbiamo ascoltato le loro storie, e abbiamo raccolto anche quelli che sono stati i loro pensieri su quelle che sono state le direttrici su cui hanno lavorato in questo periodo di crisi", rimarca.

Una crisi che cambierà il mondo e l'economia, ribadisce Roscio. "Da questa crisi terribile che ha coinvolto le persone e l'economia noi ci portiamo a casa un'eredità, un insegnamento -sottolinea- che poi deve essere il sentiero da seguire per il prossimo anno. Abbiamo necessità di investire molto sulla digitalizzazione delle imprese e questo ce lo hanno detto anche le imprese che hanno partecipato al digital tour. E inoltre dobbiamo cercare di cambiare i modelli di business delle nostre imprese in una chiave di sostenibilità", sottolinea. Sostenibilità quindi come parola chiave. "Quindi i nostri sforzi, la nostra offerta consulenziale, la nostra offerta finanziaria, e la nostra offerta di servizi non finanziari. E tutto quello che il modello di partnership che vogliamo instaurare con le pmi andrà in questa direzione", spiega Roscio.

Il percorso deve essere quello seguito in questo 2020 dopo lo scoppio della crisi. "Certamente, le politiche del governo -spiega Roscio- sono state d'aiuto quest'anno a sostenere la crisi. Le banche sono 'il braccio', e noi abbiamo cercato di incarnare questa funzione, e cioè la struttura che ha reso possibile per l'economia reale quelle che erano le politiche economiche e fiscali che il governo ha attuato. E così cercheremo di fare anche nel 2021".

E in futuro sempre più non dovrà mancare l'attenzione al sociale, che è stato centrale in questa edizione 2020 di 'Imprese vincenti'. "Una delle novità di 'Imprese Vincenti 2020' -sottolinea Roscio- è stata l'inserimento nel programma anche delle imprese del Terzo settore, del no-profit e del sociale. Questa scelta si è rivelata, anche in funzione di quanto accaduto con l'emergenza pandemica, un'intuizione molto felice perché il nostro spirito era quello di porre in evidenza l'importanza di un legame, di un'interazione tra un'impresa profit e una no-profit, come logica di creazione di un benessere sociale sul territorio, in modo inclusivo. Nella consapevolezza che Terzo settore e imprese sempre più devono essere vicine e affiancate, proprio nella logica dei sostenibilità a cui vogliamo tendere", aggiunge Roscio.

"Devo dire che si è rivelata una scelta giusta -conclude Roscio- perché ha posto un 'faro' su questo settore importante dell'economia. E poi perché quello che abbiamo vissuto in questi mesi, in questo anno, ci dimostra che questa è una strada che va perseguita, che va percorsa, proprio perché profit e sociale hanno necessità di integrarsi e lavorare a stretto contatto per creare valore per il territorio", conclude.

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