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Inps: ok Civ a bilancio previsione 2015, rosso di 6,701 mld

03 febbraio 2015 | 15.37
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Via libera del Civ al bilancio preventivo 2015. Comunque, non si possono ritenere "esauriti i necessari interventi strutturali". Secondo l'Inps, inoltre, "occorrerà prestare particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione"

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Sede dell'Inps (Infophoto) - INFOPHOTO

Via libera del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'Inps al bilancio di previsione 2015 che prevede un disavanzo finanziario di competenza di 6,701 miliardi di euro, in miglioramento di 1,119 mld rispetto alle previsioni aggiornate del 2014. Lo rende noto l'Inps al termine della riunione del Civ che ha approvato, con il voto contrario della Uil, il bilancio di previsione dell’Istituto per l’anno 2015.

Il bilancio di previsione 2015 prevede 213.564 milioni di entrate contributive (+2.318 milioni rispetto alle previsioni aggiornate del 2014); 307.239 milioni di prestazioni istituzionali (+2.120 milioni rispetto alle previsioni aggiornate del 2014). In particolare la spesa per prestazioni pensionistiche è risultata pari a 270.644 milioni (+1.065 milioni rispetto alle previsioni aggiornate del 2014); 6.845 milioni di disavanzo economico di esercizio (con un miglioramento di 5.306 milioni rispetto alle previsioni aggiornate del 2014); 11.731 milioni di avanzo patrimoniale al 31 dicembre 2015.

Anche il bilancio preventivo 2015 approvato oggi dal Civ dell'Inps evidenzia che "la tenuta dei conti del sistema previdenziale italiano, nonostante il perdurare della crisi economico-finanziaria". Questa positiva osservazione "non consente, tuttavia, di ritenere esauriti i necessari interventi strutturali".

Solo questi interventi strutturali, sottolinea l'Inps, "potranno consentire la piena sostenibilità, anche e soprattutto nel lungo periodo, del sistema previdenziale a garanzia delle aspettative di giovani, lavoratori, pensionati ed imprese".

Particolare attenzione, conclude l'Inps, "occorrerà prestare alle fasce più deboli della popolazione, nel più ampio quadro degli interventi a sostegno del reddito e del mercato del lavoro, già previsti, tra l’altro, nel Jobs Act".

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