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Usa: Warren superstar a convention dei liberal che non vogliono Hillary

14 novembre 2014 | 14.48
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Ospite d'onore in una convention in un albergo di Washington, la senatrice del Massachusetts ha negato di volersi candidare alla nomination democratica, ma si moltiplicano i gruppi che sostengono la candidatura dell'economista che chiede un'agenda politica in favore della famiglie americane che continuano ad essere in difficoltà e non di Wall Street che prospera.

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La senatrice Elizabeth Warren (Foto Infophoto)

"Run, Liz, run". E' con questo slogan che Elizabeth Warren è stata accolta alla conferenza di Democracy Alliance, il club esclusivo dei principali finanziatori liberal del partito democratico che vogliono la senatrice in corsa per la Casa Bianca nel 2016 al posto di Hillary Clinton. E se l'ex segretario di Stato non è stata neanche invitata alla convention, che oggi avrà come ospite d'onore Joe Biden, l'economista, ex docente di Harvard, ha ricevuto un'accoglienza da rockstar, con diverse standing ovation che hanno interrotto il discorso pronunciato durante un seminario a porte chiuse che si è svolto in un albergo di Washington.

Ma la domanda che tutti i partecipanti all'incontro hanno continuato a porre per tutto il giorno è se Warren alla fine si candiderà alla nomination democratica, come da mesi le chiedono di fare gruppi e super Pac progressisti che si sono già creati. Secondo quanto riporta Politico, la senatrice, come ha già fatto in passato, ha risposto chiaramente che non intende candidarsi, ma sembra che i ricchi liberal riuniti a Washington non intendano considerare definitivo il suo 'no'.

Quello che è certo è che Warren intende avere un ruolo importante nel determinare l'agenda politica, e progressista, dei democratici ora all'opposizione al Congresso, ma ancora al controllo dell'amministrazione. Ed è quello che ha detto a chiare lettere ieri dopo che Harry Reid, confermato leader della minoranza democratica del prossimo nuovo Senato, ha annunciato che la senatrice è entrata nella leadership del partito. "Noi sappiamo che a Wall Street stanno molto bene, i Ceo guadagnano milioni e milioni e le famiglie in tutto il paese sono in difficoltà, dobbiamo fare in modo che questo governo lavori per gli americani e per questo lotteremo" ha detto Warren.

Un messaggio insomma forte e chiaro quello di Warren che nelle scorse settimane non ha esitato anche a puntare il dito contro l'amministrazione Obama, con la quale ha lavorato nei primi anni per elaborare la risposta alla crisi finanziaria, affermando che alla fine "hanno preferito proteggere Wall Street e non le famiglie che perdevano le case, le persone che perdevano il lavoro". Per lei Reid ha crearo un ruolo ad hoc in seno alla leadership democratica, consigliere strategico del Democratic Policy and Communications Committee, ma in molti oggi sottolineano che sarà una sorta di ufficiale di collegamento con i gruppi liberal e progressisti che, soprattutto dopo la sconfitta di midterm, i democratici sanno essere la base elettorale sempre più importante.

Comunque, anche se il cuore di chi ieri al Mandarin Oriental di Washington batte a sinistra, per partecipare all'esclusivo club della Democracy Alliance bisogna avere redditti a parecchi zeri, se solo per essere membri i 'partner' devono versare 30mila dollari annui, con un minimo di 200mila dollari annui di finanziamenti elettorali. Dalla sua creazione, nel 2005, si stima che l'Alliance abbia in tutto destinato oltre 500 milioni di dollari a diverse campagna, ed ha svolto un ruolo centrale nel 2008 per la vittoria di Barack Obama su Hillary Clinton nelle primarie. Ed ora, forse sognano di fare il bis, nel 2016 con una Warren in campo contro la candidatura, ancora non ufficiale ma data per scontata, della Clinton.

"C'è moltissimo sostegno per lei, dopo midterm ci sono molti democratici depressi e Warren ci dà qualcosa di cui essere entusiasti - ha detto Erica Sagran che gestisce il superPac Ready for Warren e ieri ha passato tutto il giorno a contattare possibili ricchi finanziatori - non ho nessun dubbio sul fatto che se si candiderà, tantissimi finanziatori ed attivisti saranno dietro a lei sostenerla".

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