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Russia, figlia di Dugin morta in esplosione. Mosca: "Attentato"

21 agosto 2022 | 07.41
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Daria, la figlia del filosofo filo Putin, era a bordo della sua auto. Il leader separatista filorusso di Donetz accusa Kiev. Zakharova: "Terrorismo di Stato se pista ucraina confermata"

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La commentatrice politica Daria Dugina, figlia del filosofo russo filo Putin, Alexander Dugin, è morta ieri sera intorno alle 21,45 locali a bordo dell'auto su cui viaggiava, esplosa alla periferia di Mosca. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale russa Tass. Dugina era alla guida del veicolo, una Toyota del padre, quando ha preso fuoco. "Era completamente in fiamme, ha perso il controllo perché stava guidando ad alta velocità ed è volata sul lato opposto della strada", ha detto Andrei Krasnov, leader del movimento Russky Gorizont e conoscente della famiglia.

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L'esplosione, riferisce la Tass, è avvenuta nell'area di Bolshiye Vyazemy, nella periferia di Mosca. Le autorità russe hanno aperto un'indagine sull'incidente che, secondo il Comitato Investigativo della Federazione Russa, sarebbe un attentato. Il Comitato infatti ha affermato che l'esplosione sarebbe stata causata da un ordigno installato a bordo dell'auto.

Krasnov ha detto alla Tass di conoscere personalmente Dugina e che l'auto su cui viaggiava apparteneva a suo padre. "Per quanto ho capito, l'obiettivo era il padre, o forse entrambi", ha detto all'agenzia russa. Dugin è accreditato come "guida spirituale" dell'invasione russa dell'Ucraina, ed è spesso definito "il cervello di Putin". La figlia Dugina, era nata nel 1992 e ha studiato filosofia all'Università statale di Mosca. All'inizio di quest'anno, le autorità statunitensi e britanniche l'avevano accusata di aver contribuito alla disinformazione sulla guerra in Ucraina.

Il leader separatista filorusso di Donetz accusa "i terroristi del regime ucraino" per la morte della figlia di Dugin. Hanno cercato "di liquidare" il filosofo ideologo di Vladimir Putin, ha scritto Danis Pushilin su Telegram, lodando che la figlia Darya come "una vera ragazza russa".

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova afferma intanto che ,se gli inquirenti moscoviti confermeranno "la pista ucraina" per l'attentato, si dovrà parlare del "terrorismo di Stato di Kiev".

"Le forze dell'ordine russe stanno indagando sulla morte di Darya Dugina - ha scritto oggi la diplomatica su Telegram - Se la traccia ucraina è confermata, e tale versione è stata espressa dal capo della repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, e deve essere verificata dalle autorità competenti, allora dobbiamo parlare sulla politica di terrorismo di stato attuata dal regime di Kiev".

"Stiamo aspettando i risultati delle indagini", ha comunque concluso Zakharova.

LE SANZIONI USA-GB CONTRO DUGINA - Nell'inserirla nella lista dei sanzionati, il dipartimento del Tesoro Usa indicava Darya Dugina come la responsabile di un sito di disinformazione chiamato United World International. In questo sito è stato scritto che l'Ucraina sarebbe "perita" una volta ammessa nella Nato.

Il sito, spiegano gli americani, è il frutto di un'operazione di interferenza politica russa, chiamata "Project Lakhta," che secondo i funzionari del Tesoro ha usato utenti fittizi online per interferire nelle elezioni negli Usa sin dal 2014. Nata nel 1992, era laureata in filosofia all'università statale di Mosca, Dugina aveva seguito le orma del padre e scriveva per Tsargard e Rt, testate filo Cremlino, con lo pseudonimo di Darya Platonova.

Era uno degli autori del "libro di Z" sull'invasione russa dell'Ucraina di prossima pubblicazione. Il 4 luglio era stata inserita nella lista dei sanzionati dal Regno Unit che ha descrive i suoi "frequenti contributi di alto livello alla disinformazione relativa all'Ucraina e all'invasione russa dell'Ucraina su diverse piattaforme online".

In un'intervista con uno youtuber russo lo scorso marzo, Dugina ha affermato che l'identità ucraina è localizzata soprattutto nella zona occidentale mentre quella orientale, che comprende la regione del Donbass, accetterà "l'impero eurosiatico", teorizzato dal padre ideologo che ispira l'espansionismo di Vladimir Putin, sulla base della fede religiosa e della nazionalità.

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