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Russia in default su debito estero. Peskov: "Falso"

27 giugno 2022 | 11.39
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Il portavoce del Cremlino: "Pagamento fatto a maggio"

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(Afp)

La Russia è in default sul suo debito in valuta estera. E' la prima volta che succede dal 1918, ossia da quando guidava il Paese Lenin. A causare il default russo sono le dure sanzioni occidentali che hanno limitato la capacità di Mosca a pagare i creditori soprattutto perché la Russia è stata tagliata fuori dai sistemi di pagamento internazionale.

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LA REPLICA RUSSA - Le accuse sul default della Federazione Russa sono infondate, il pagamento in valuta estera è stato effettuato a maggio" sostiene, invece, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa russa, è il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Il pagamento riguarda 100 milioni di dollari di interessi su due obbligazioni, il cui termine era inizialmente fissato per il 27 maggio. "Queste accuse di default in questo caso sono assolutamente infondate, perché a maggio il pagamento necessario è stato effettuato in valuta estera, e il fatto che Euroclear ha trattenuto questi soldi, non li ha portati al destinatario, questo non è più il nostro problema", sottolinea ancora Peskov. Per il portavoce del Cremlino quindi, riferisce la 'Tass', non c'è motivo di definire la situazione attuale un default.

"L'oro dalla Russia sarà venduto ai paesi dove è richiesto e dove ci sono regimi economici più legittimi" dice, poi, Peskov in merito al possibile divieto da parte dei Paesi del G7 alle importazioni di oro russo. "Il mercato dei metalli preziosi è globale, è piuttosto grande, voluminoso e molto vario", spiega il portavoce del Cremlino. "Come con altri beni, naturalmente, se un mercato perde la sua attrattiva a causa di decisioni illegittime, allora c'è un riorientamento, dove questi beni sono più richiesti e dove ci sono regimi economici più comodi e più legittimi", aggiunge Peskov.

Il ministro russo delle finanze, Anton Siluanov ha definito questa situazione come una 'farsa' e che non dovrebbe avere impatto nel breve termine. Nonostante la sua inadempienza, la Russia ha molte risorse finanziarie. Il Paese, ricorda il 'Washington Post', "ha guadagnato circa 100 miliardi di dollari dalle sole esportazioni di carburante nei primi 100 giorni della guerra. Ma le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dagli altri paesi occidentali gli hanno impedito di poter accedere alle sue riserve valutarie detenute all'estero". La banca centrale russa aveva oltre 640 miliardi di dollari in riserve valutarie all'estero, sottolinea il quotidiano statunitense.

IL COMMENTO DEGLI USA - Il fatto che la Russia sia stata costretta a fare default nei confronti sul debito estero per la prima volta dalla Rivoluzione d'Ottobre, unitamente al calo del Pil che quest'anno dovrebbe essere "a doppia cifra" e all'inflazione che supera il "20%" , dimostra l'impatto che le sanzioni adottate dai Paesi occidentali stanno avendo "nel tempo" sulla capacità di Mosca di condurre la guerra in Ucraina. Lo ha sottolineato un alto funzionario Usa.

L'ANALISI - La Russia, commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro, "entra di fatto in Default, dopo il mancato pagamento entro il periodo di grazia (scaduto domenica) su due eurobond coupons relativi a circa 100 milioni di dollari di interessi. Mancato pagamento sul debito estero da parte russa che non si verificava dal 1918, ovvero quando i bolscevichi guidati da Lenin ripudiarono i debiti zaristi".

Da un punto di vista tecnico l’oro, rileva l'analista, "dopo il calo di aprile, scambia da maggio all’interno di un’area di congestione tra i 1800 dollari- 1880 dollari, in una completa assenza di tendenza. L’evento potrebbe pertanto rappresentare un catalizzatore, in cui l’investitore dovrebbe restare focalizzato in attesa di segnali operativi, soprattutto su eventuali rotture di supporto e resistenza che potrebbero essere maggiormente sfruttate se accompagnate da aumenti della forza del trend".

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