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Russia: nuova udienza contro Memorial, proteste a Mosca

14 dicembre 2021 | 12.24
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Nuova udienza oggi a Mosca contro la storica organizzazione per la difesa dei diritti umani e il recupero della memoria delle vittime delle repressioni Memorial. Alcune decine di persone si sono riunite per protestare di fronte all'edificio della Corte suprema che esamina la richiesta del Procuratore generale per la chiusura di Memorial international. Un attivista è stato arrestato per aver esibito un cartello con la scritta "Giu le mani da Memorial. Liberate i detenuti politici", denuncia l'organizzazione Ovd-Info.

Memorial international è accusata di aver violato la legge sugli agenti stranieri (è stata dichiarata tale nel 2016). Il procedimento è presieduto dalla giudice Alla Nazarova presiede l'udienza. Memorial è difesa da un gruppo di avvocati fra i più quotati in Russia: Genri Reznik, Maria Eismont, Mikhail Biryukov, Grigory Vaipan, Anastasia Garina, Tatyana Glushkova, Tamilla Imanova, Natalya Morozova e Natalya Sekretaryova.

In parallelo procede, la nuova udienza è fissata per giovedì, il caso per la chiusura del Centro per i diritti umani Memorial presso il Tribunale della città di Mosca, che ha aperto il procedimento su richiesta della procura di Mosca. Il gruppo indipendente che fa parte della galassia Memorial è accusata di aver violato non solo la legge sugli agenti stranieri - è stato dichiarato tale nel 2016- ma anche quella sulle organizzazioni estremiste e terroriste. (segue)

Memorial mantiene un archivio con i file di oltre 60mila cittadini sovietici, fra le vittime delle repressioni e dissidenti, e una biblioteca con 40mila libri e documenti sulla storia dell'Urss, oltre che un museo dedicato alla sistema dei gulag. Memorial International ha un database con più di tre milioni di nomi delle vittime delle repressioni e un altro con 41mila nomi di funzionari dell'Nkvd fra il 1935 e il 1939, l'epoca del terrore staliniano.

"I ricordi dei testimoni di questa epoca sono fra le fonti più importanti per trasmettere il senso di come vivevano e sopravvivevano i prigionieri dei gulag e di cosa significava essere un cittadino in uno stato totalitario. Per il momento sono disponibili queste fonti. Quindi è nostro obiettivo primario di raccogliere e mantenere queste testimonianze mentre le fonti sono ancora in vita", spiega l'organizzazione sul suo sito.

Il mese scorso i due premi Nobel per la pace russi Mikhail Gorbaciov e Dmitry Muratov (fra i fondatori di Memorial vi è stato Andrei Sakharov, il terzo premio Nobel per la pace assegnato in Russia), hanno denunciato insieme che i tentativi per chiudere Memorial "sono fonte di ansia e preoccupazione nel Paese, e noi li condividiamo".

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