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Contratti: Sacconi, accordo interconfederale né urgente né necessario

07 gennaio 2016 | 09.57
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"Nei prossimi giorni, la commissione Lavoro del Senato, che sta esaminando i disegni di legge sulla partecipazione dei lavoratori, ascolterà il governo sulle esigenze legislative di sostegno all'evoluzione delle relazioni industriali". Lo scrive Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro del Senato, nella sua rubrica pubblicata sul blog dell'Associazione amici di Marco Biagi (www.amicimarcobiagi.com).

"La legge di stabilità ha utilmente stabilito che tutte le prestazioni di welfare integrativo erogate anche in base ad accordi non costituiscono reddito per il lavoratore e perciò non sono tassabili. La stessa legge di stabilità ha poi ipotizzato due livelli di detassazione del salario di produttività per tutti i lavoratori fino a 50mila euro di reddito. Il livello più alto, definito a 2.500 euro, è praticabile ove siano adottate forme di partecipazione dei lavoratori. Sarà utile quindi definirle al più presto così da rendere effettiva la maggiore detassazione", spiega.

"In questa fase evolutiva, è comunque bene lasciare le categorie e le imprese libere di individuare nuove modalità di condivisione. Ciò toglie significato e urgenza a un accordo interconfederale che oggi avrebbe solo il significato di una gabbia rigida e tendenzialmente conservatrice", sottolinea.

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