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Salari, Landini rinnova allarme: "Rischio implosione sociale"

13 giugno 2022 | 16.01
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“E’ il momento di assumere precise decisioni politiche per impedire che in autunno queste cose rischino di caderci addosso: se l’inflazione aumenta e se i salari rimangono questi, è chiaro che c’è il rischio che la situazione imploda e che sul piano sociale diventi insostenibile”. Cosi’ il leader Cgil, Maurizio Landini, a margine del convegno “Le ragioni della Pace” rinnova la richiesta al governo per una politica che porti piu’ salario in busta paga. A preoccupare il sindacato anche gli annunci che arrivano dalla Bce sui tassi e la fine del Qe.

"A maggior ragione la questione della lotta all’evasione e e della riforma del fisco devono diventare centrali e decisivi”, prosegue indicando come le prospettive delineate dalla Banca Centrale aggraverebbero il quadro già preoccupante e profilerebbero un ulteriore rischio di "regressioni sul piano sociale". Il tutto in assenza della ripresa dei tavoli di confronto avviati con il governo ma ormai congelati da tempo. "Non c’è nessun tavolo convocato. Stiamo chiedendo che si facciano. La gente non ce la fa già adesso, figurati se l’inflazione cresce …per questo è necessario intervenire adesso, non si può più aspettare, il tempo è finito”, scandisce ribadendo la necessita’ di una mobilitazione a tutto campo. "E’ il momento di farlo. Non possiamo stare fermi ma dobbiamo stare vicino alle persone. Il 18 saremo in piazza del Popolo e senza risposte decideremo insieme a Cisl e Uil cosa fare", conclude.

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