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Rai: Salini aperto a confronto su piano news e direzioni ma vuole il cambiamento

28 febbraio 2019 | 20.45
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Fabrizio Salini

(di Veronica Marino) - Lungo confronto sul piano industriale nel preconsiglio Rai di oggi, a quanto apprende l'adnkronos, in vista del voto sul progetto presentato dall'ad Fabrizio Salini programmato per il Cda del 6 marzo, ultimo giorno utile per la presentazione al Mise secondo quanto previsto dal contratto di servizio. Un confronto, iniziato alle 9,30 e andato avanti per quasi dieci ore, nel corso del quale l'ad avrebbe ricevuto molte domande di chiarimento da parte dei consiglieri sia sul piano news e sulla effettiva tutela del pluralismo che tale piano sarà in grado di garantire (e queste in primis da parte del presidente Foa), sia sul modello organizzativo di una Rai, davvero rivoluzionata, nella quale al posto delle attuali direzioni di rete, nasceranno direzioni di contenuto.

In sostanza molti fra i consiglieri oggi hanno voluto capire più in dettaglio come si evolverà, rispetto al potere di cui attualmente dispongono i direttori di rete, una Rai nella quale questo potere gestionale non sarà più nelle loro mani. Saranno, infatti, le otto nuove direzioni (Intrattenimento prime time, Intrattenimento day time, Intrattenimento culturale, Fiction, Cinema e serie tv, Documentari, Ragazzi, Format) ad essere titolari del budget e responsabili della definizione dell'offerta nell'ambito del proprio genere in base alle aspettative degli utenti e ai fabbisogni delle reti.

Tutte questioni su cui l'ad si è mostrato aperto al confronto facendo presente in premessa che le spese saranno razionalizzate e ci saranno meno direzioni di prima. Le nomine dei nuovi direttori, in particolare, dovrebbero avvenire tra marzo e aprile. Quanto a quelli che diverranno i responsabili delle reti non sembrerebbero emersi dettagli. Per Salini il punto centrale, infatti, è un altro: il suo piano è volutamente ambizioso per la Rai, per il suo futuro e i suoi dipendenti perché l'alternativa è un orizzonte di corto respiro, basato su vecchie logiche di spartizione.

Insomma Salini è sempre più deciso, vuole cambiare la Rai, restando comunque disponibile a raffrontarsi con i consiglieri per migliorare e discutere insieme per il bene della Rai. La sfida secondo l'amministratore delegato è tra chi vuole cambiare e chi vuol restare arroccato su vecchi feudi e potentati. Salini è forte del fatto che il suo piano si rifà a modelli europei quali Bbc e France Television. In altre parole è il futuro. Puntare sui contenuti, questo il mantra di Salini, apre il mercato, esalta le professionalità e libera la Rai da vecchie logiche di spartizioni di reti. La sfida è agli Ott, va ripetendo, non alla prossima nomina secondo i modi della vecchia Rai. Una sfida in bianco e nero, tra chi vuole cambiare e chi vuole restare nel passato. In fondo poi - Salini ne ha contezza - molti nell’azienda sperano nel cambiamento, una maggioranza silenziosa.

Per fare un progetto industriale che sblocca ingranaggi arrugginiti, è la riflessione di un consigliere, occorre avere anche, all'indomani del voto sul piano, una forza gestionale per poterlo imporre, un'azienda che ti segue perché si sente coinvolta e partecipe. Salini, è l'interrogativo del consigliere, sta lavorando per avere la gran parte dei dipendenti Rai dalla sua?

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