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Salman Rushdie attaccato a un respiratore

13 agosto 2022 | 08.05
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L'aggressore si dichiara non colpevole

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Afp

Pugnalato ripetutamente, colpito al collo e all'addome, Salman Rushdie, lo scrittore anglo-indiano attaccato ieri mentre stava tenendo una lettura nello stato di New York, è stato operato d'urgenza con un intervento durato ore e dalla notte scorsa è attaccato ad un respiratore. Non riesce a parlare e potrebbe perdere un occhio. Ha inoltre riportato danni al fegato, mentre i nervi di un braccio sono stati recisi. Lo ha detto il suo agente, Andrew Wylie, al New York Times. "Le notizie non sono buone", ha riferito Wylie, dopo l'attacco, al giornale, che ha tentato inutilmente oggi di ricontattarlo per avere aggiornamenti sulle sue condizioni di salute. La polizia dello stato - ha ancora reso noto il quotidiano - non ha fornito un aggiornamento sulle condizioni del signor Rushdie questa mattina. E un portavoce dell'ospedale di Erie, Pennsylvania, dove è ricoverato Rushdie, si è rifiutato di fornire informazioni sulle condizioni dei pazienti.

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A colpire il 75enne scrittore è stato un uomo, corso sul palco durante l'evento, identificato dalla polizia come Hadi Matar, 24enne residente a Fairview in New Jersey. Matar è stato bloccato da alcune persone che l'hanno immobilizzato fino all'arrivo degli agenti.

La procura di Chautauqua ha formalmente accusato di tentato omicidio e aggressione Matar. Lo ha reso noto il procuratore Jason Schmidt, citato da Buffalo news. Arrestato sul luogo dell'aggressione, Matar si trova ora in carcere. La procura ha anche ottenuto un mandato di perquisizione nei confronti dell'uomo. Il 24enne ha presentato una dichiarazione di non colpevolezza durante una breve udienza che si è svolta oggi. A riferirne è il Guardian.

Sui social Matar appariva come un simpatizzante dell'estremismo sciita. Nel 1986 il leader supremo iraniano Khomeini aveva emesso una 'fatwa' che condannava a morte Rushdie per aver scritto il libro 'I versetti satanici', ritenuto un'opera blasfema.

"Jill ed io siamo rimasti scioccati e rattristati nell'apprendere della feroce aggressione a Salman Rushdie ieri a New York. Noi, insieme a tutti gli americani e alle persone in tutto il mondo, preghiamo per la sua salute e guarigione. Sono grato ai primi soccorritori e alle persone coraggiose che sono entrate in azione per prestare aiuto a Rushdie e prendere l'aggressore'' ha dichiarato il presidente Usa, Joe Biden, in una nota diffusa dalla Casa Bianca.

"Salman Rushdie, con la sua visione dell'umanità, con il suo impareggiabile senso per la storia, con il suo rifiuto di essere intimidito o messo a tacere, rappresenta ideali essenziali e universali. Verità. Coraggio. Resilienza. La capacità di condividere idee senza paura. Questi sono gli elementi costitutivi di qualsiasi società libera e aperta. E oggi riaffermiamo il nostro impegno nei confronti di quei valori profondamente americani in solidarietà con Rushdie e tutti coloro che sostengono la libertà di espressione" ha sottolineato il presidente americano.

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