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Salute: cyberbullismo prima angoscia teenager, rischi gia' a 9 anni (2)

25 febbraio 2014 | 11.00
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(Adnkronos Salute) - "Le giovanissime vittime si moltiplicano, tanto che forse solo con una legge ad hoc se ne potrà uscire, anche se capisco che questo fa pensare alla censura. Ma le morti e le sofferenze di ragazzini sono reali", dice Tonioni. Per l'esperto sono tre gli aspetti che alimentano il cyberbullismo. "Non c'è fisicità - spiega - cosa che esacerba gli istinti degli adolescenti, illudendoli che i danni inferti o ricevuti non siano poi così reali. Inoltre non ci sono adulti che possano fare da 'filtro' e da barriera. Infine, il numero di potenziali spettatori è enorme e questo alimenta il bullo. Un'aggressione senza spettatori non è bullismo, è violenza: il cyberbullo, come quello 'reale', si nutre degli spettatori. Paradossalmente, se tutti se ne andassero, lui smetterebbe".

Sulla piazza virtuale, poi, non si possono mettere in atto "i comportamenti che attuavamo noi da adolescenti, rossore e condotta evitante, per sfuggire a chi ci attaccava davanti a scuola". Bisognerebbe spegnere tutto e scollegarsi, ma sembra un'impresa troppo complicata per i nativi digitali alle prese con i cyberbulli. "Il nostro intervento - spiega lo psichiatra - farà riferimento alla capacità del giovane vittima degli attacchi di gestire la propria aggressività, di solito trattenuta, per poter costruire il proprio spazio nel mondo e dotarsi degli strumenti per evitare di rendersi 'disponibili' a essere perseguitati. Con i bulli invece il focus dell'intervento farà riferimento alla capacità di diventare empatici, evocando sentimenti di colpa con lo scopo di lavorare sull’affettività".

Il cyberbullismo, è un fenomeno in crescita ovunque: una ricerca realizzata da Save the Children, in collaborazione con Ipsos lo scorso anno, evidenzia come 4 minori su 10 sono testimoni di atti di bullismo online verso coetanei, percepiti 'diversi' per aspetto fisico (67%), per orientamento sessuale (56%) o perché stranieri (43%). Una ricerca Eurispes già nel 2008 incoronava Roma capitale del bullismo, con un minore su tre che dichiarava di aver subito traumi fisici o emozionali. Con il cyberbullismo la crescita dei disagi subiti è esponenziale, e non tutti gli atti di vengono denunciati. "Il bullismo online è ormai riconosciuto come primaria fonte di angoscia e potenziale psicopatologia per gli adolescenti nativi digitali - dice Tonioni - Immagino quindi che qualsiasi struttura che si occupi di psicopatologia adolescenziale debba fare i conti con questo disagio emergente". (segue)

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