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Salute: diabetologo, detassare cibi dieta mediterranea per incentivare consumi

28 maggio 2014 | 13.14
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Roma, 28 mag. (Adnkronos Salute) - Il diabete è destinato ad assumere numeri da epidemia, nel mondo e anche in Italia. Bisogna contrastarne l'avanzata, cominciando dal carrello della spesa. "Se non vogliamo tassare i cibi 'cattivi', almeno detassiamo quelli 'buoni', i prodotti della dieta mediterranea, che costano molto di più" del 'junk food' e rischiano di diventare proibitivi per le tasche degli italiani in tempo di crisi. E' la proposta lanciata da Stefano Del Prato, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), dal XXV congresso nazionale della società scientifica al via oggi a Bologna.

Nel mondo il numero dei diabetici è raddoppiato in 20 anni da circa 150 a oltre 300 milioni, e le stime dell'International Diabetes Federation e dell'Organizzazione mondiale della sanità prevedono che saranno superati i 600 milioni entro il 2030.

In Italia il diabete colpisce 3.750.000 persone: i dati dell'Osservatorio Arno Diabete 2012 - basati sulle prescrizioni di farmaci, sulle esenzioni dal ticket e sulla presenza del diabete fra i codici delle diagnosi sulle schede di dimissione ospedaliera - indicano infatti una prevalenza del 6,2% della popolazione. Accanto a questa cifra ufficiale, c'è un sommerso per cui nel complesso i diabetici italiani non sono meno di 5 milioni. Il 95% ha diabete tipo 2, il 2-3% il tipo 1 e gli altri presentano varietà meno comuni della malattia.

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