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Salute: rischi da maxi-raduni, 'distanza di sicurezza' 1 metro

19 agosto 2015 | 15.12
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Lavarsi spesso le mani, coprirsi bocca e naso in caso di tosse o starnuti, mangiare cibi sicuri e fare attenzione ai contatti ravvicinati. Dopo gli episodi di meningite segnalati fra alcuni giovani scout stranieri di rientro dal Jamboree giapponese, e alla vigilia del Meeting di Rimini al via domani 20 agosto, il presidente della Siti (Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica), Carlo Signorelli, ricorda all'AdnKronos Salute le regole d'oro per scongiurare i rischi sanitari dei maxi-raduni. Normali 'effetti collaterali' da mettere in conto quando migliaia di persone si trovano a convivere fianco a fianco per più giorni, in uno stesso luogo. Scientificamente parlando, in questi casi "1 metro è considerata la distanza di sicurezza per evitare malattie trasmissibili per via aerea", spiega l'esperto.

"I rischi sanitari collegati ai maxi-eventi - sottolinea Signorelli, ordinario di Igiene all'università degli Studi di Parma - dipendono in primo luogo dalle zone del mondo che ospitano il raduno, quindi dalle patologie endemiche nell'area di riferimento, e dalle vie di trasmissione: oltre a quella aerea" attraverso la quale si veicolano numerose malattie - dal semplice raffreddore all'influenza e ai virus simil-influenzali, fino appunto alla meningite - c'è "quella alimentare: contro le infezioni gastrointestinali è importante che le ristorazioni collettive garantiscano controlli mirati e alti livelli di sicurezza".

"Ma anche i comportamenti individuali - ribadisce lo specialista - hanno un ruolo cruciale: lavaggio frequente delle mani, fazzoletto o mani davanti a naso e bocca quando si tossisce o si starnutisce" per evitare la diffusione di goccioline infette, e se necessario e possibile mantenere una ragionevole distanza da potenziali fonti di contagio aereo. "In genere si consiglia 1 metro".

Evitare l''effetto gregge' non è certo semplice in situazioni di affollamento tipiche dei maxi-raduni, ma il suggerimento non è da sottovalutare, specie considerando la previsione del virologo per i prossimi giorni: complici il crollo delle temperature e le forti piogge che hanno interessato mezza Penisola, gli episodi di infezioni simil-influenzali da adenovirus, coronavirus e rinovirus sono destinati al raddoppio, calcola Fabrizio Pregliasco dell'università degli Studi di Milano, che stima "50-60 mila casi la prossima settimana contro i 30 mila della scorsa, con una trasmissione ancora più semplice nei luoghi chiusi". Sedi di mega-convention comprese. Occhio dunque agli sbalzi termici, sia a quelli causati dalle bizze estive del meteo che agli 'shock' da aria condizionata.

Analizzando nello specifico il pericolo meningite, Signorelli sottolinea che l'infezione "è endemica in molte parti del mondo, si trasmette per via aerea e contatti diretti, ma ha bassa contagiosità. E' importante la sorveglianza durante lo svolgersi dell'evento, e in casi estremi anche la profilassi benché spesso quando viene avviata il contagio potrebbe già essere avvenuto. In ogni caso, contro la meningite esistono validi vaccini".

Il buon senso di ciascuno, in conclusione, è lo 'scudo' più prezioso ed efficace per scongiurare i rischi igienico-sanitari connaturati ai grandi summit: "Seguendo semplici regole comportamentali - conclude il numero uno della Siti - è possibile abbattere il pericolo fino quasi ad azzerarlo".

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