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Salute: esperti Simspe, allarme tubercolosi, Hiv ed epatiti in carcere (2)

20 maggio 2014 | 13.39
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(Adnkronos Salute) - Dai risultati delle ricerche che i dirigenti Simspe stanno presentando, è emerso che l'incidenza della Tbc in carcere è maggiore dalle 25 alle 40 volte rispetto alla prevalenza che ha nella popolazione generale; discorso simile per l'Hiv (10 volte) e le epatiti. Sergio Babudieri, presidente della Simspe, ha sottolineato come nella popolazione carceraria, tra il 30% e il 40% delle persone abbiano l'epatite C, mentre l'epatite B attiva si attesta intorno al 7%. L'infezione della tubercolosi invece, supera il 50% nei detenuti stranieri. "Questi numeri dovrebbero essere raccolti dallo Stato - evidenzia Babudieri - serve un Osservatorio nazionale di studi sulla sanità in carcere. Uno degli scopi del congresso - continua il presidente Simspe - è proprio quello di iniziare a ragionare sulla creazione di Raccomandazioni che possano poi essere presentate all’interno di un documento ufficiale e consegnate alle Istituzioni. Alcuni gruppi di lavoro si stanno già attivando su questo".

La Simspe può avvalersi dei contributi di altre associazioni, come la Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), co-patrocinante dell’iniziativa. Elemento di raccordo tra le due entità è Roberto Monarca, direttore scientifico e coordinatore dei corsi di formazione nella Simspe, e coordinatore Simit per gli studi sulle malattie infettive in carcere. "Il prossimo convegno di Torino - spiega Monarca - servirà per fare il punto sulle principali problematiche del carcere, dalle malattie infettive alle questioni psichiatriche, passando per le numerose patologie che interessano questa realtà".

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