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Salute: italiane attente ma pigre e le piu' ipocondriache d'Europa (2)

06 marzo 2014 | 17.23
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(Adnkronos Salute) - Dall'indagine risulta che le donne italiane solo le più ipocondriache d'Europa dopo le spagnole (tra queste il 29%, appena avverte un malessere, pensa a una malattia grave), ben più preoccupate di tedesche (20%), inglesi e svedesi (23%). Sul fronte maschile, il premio ipocondria va invece a tedeschi e spagnoli (29% di preoccupati al primo disturbo), mentre gli inglesi sono gli europei meno ansiosi (15%) davanti a italiani (17%) e svedesi (20%). Benché ipocondriache da record, le italiane sono anche fra le più 'stoiche': 4 su 5 sopportano il malessere e non modificano più di tanto le proprie attività quotidiane, mentre solo il 19% non si alza da letto. Le connazionali risultano in questo più resistenti di svedesi (30% resta a letto), inglesi (25%) e tedesche (24%), e seconde solo alle spagnole (17%).

Le italiane sono anche le donne europee che si fidano di più del proprio medico, e al contempo le più scettiche nei confronti di 'Dottor Web'. Il 38% va subito dal dottore quando non si sente bene, mentre 'solo' il 25% prima di andarci cerca di capire che cos'ha navigando in Internet. Le più 'digitali' sono le svedesi (l'83% cerca prima di tutto online e solo il 13% corre dal medico), seguite da inglesi (il 67% sceglie Internet e il 25% il dottore) e tedesche (52% web, 22% medico). Più simili alle italiane sono le spagnole: una su 3 va subito dal dottore, mentre il 27% si affida a Internet.

Amicizia, famiglia e fede sono le 3 armi delle italiane si fronte alla malattia: nei momenti di stress il 51% delle donne (46% degli uomini) si affida totalmente alle relazioni amicali e familiari, mentre il 41% (27% maschi) cerca conforto nelle preghiere e nelle pratiche religiose. Una percentuale, questa, aumentata di 3 punti negli ultimi 2 anni. Quelli che arrivano dall'indagine "sono dati importanti, che devono spingere chiunque operi nel sistema salute a considerare queste differenze, con il grande obiettivo di ridurre sempre più i comportamenti dannosi per la popolazione, migliorando così la salute delle persone e indirettamente la loro qualità di vita", commenta Valentina Saffioti, direttore comunicazione di AstraZeneca Italia.

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