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Salute: l'igienista, acque minerali sicure, ma pubblicita' 'gonfia' qualita' (2)

27 maggio 2014 | 14.37
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(Adnkronos Salute) - L'analisi di Vitale mette a confronto le acque potabili che arrivano nel rubinetto di casa con le 'concorrenti' minerali in bottiglia. "Le prime devono rispettare il paramentro dell'innocuità - sottolinea lo specialista - e vengono trattate per l'uso potabile a prescindere dalla loro origine. Si prende l'acqua dall'ambiente e con dei trattamenti la si rende sicura e potabile (l'innocuità segnala questo dato). Poi ci sono altri due requisiti generali per l'acqua degli acquedotti: l'usabilità (uso domestico e non solo alimentare) e la gradevolezza, l'odore, il sapore e il colore devono essere neutri e accettabili per il consumatore".

"L'acqua minerale - prosegue - deve sempre rispettare il criterio dell'innocuità, infatti viene presa pura all'origine, ma il produttore non ha bisogno di altri passaggi per renderla gradevole, perché se ad uno non piace non la compra e - precisa - non c'è bisogno dell'usabilità perché quella in bottiglia si beve e basta".

La garanzia di sicurezza in entrambi i casi è assicurata dai controlli. "Per le acque minerali almeno una volta l'anno - osserva Vitale - da parte delle Asl o dell'Arpa. Poi ogni tre mesi si effettuano ispezioni di sorpresa alla fonte o sui lotti appena imbottigliati. Si analizza l'acqua da un punto di vista chimico con centinaia di parametri, dai metalli ad elementi inorganici come pesticidi e antiparassitari. Va detto che chi imbottiglia attua una buona sorveglianza del territorio dove c'è la sorgente evitando che ci possano essere delle contaminazioni della falda".

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