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Salute: Milano, contro infezioni in gravidanza screening per 300 straniere (2)

11 marzo 2014 | 16.54
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(Adnkronos Salute) - "In Italia si registrano ogni anno da 40 a 65 casi di rosolia in gravidanza, dato peraltro sottostimato - spiega Marino Faccini, responsabile della Profilassi malattie infettive e vaccinazioni dell'Asl di Milano - e si è osservato che il 46% delle donne avevano già avuto una gravidanza, dunque sono sfuggite ai controlli. Non solo: il 16% sono straniere". Donne che "hanno meno accesso alla prevenzione", fa notare Lia Lombardi, ricercatrice della Fondazione Ismu.

Ci sono donne che arrivano da aree del mondo in cui la vita dei bebè e delle mamme in dolce attesa è più a rischio: se, per esempio, nelle regioni sviluppate la mortalità infantile per 1.000 nati viti (0-1 anno) è pari a 6, nelle regioni meno avanzate di tutte è a quota 79. Il tasso di mortalità materna ogni 100 mila nati vivi è 9 nelle regioni sviluppate e raggiunge picchi di 800 nelle aree meno avanzate del mondo. Queste donne arrivano in Italia, in alcuni casi sono irregolari, condizione che non fa che peggiorare la situazione perché, spiega Lombardi, "le immigrate incinte, soprattutto se irregolari, spesso non accedono ai servizi per il monitoraggio della gravidanza, pur avendone il diritto secondo legge. Sfuggono perciò alla rilevazione precoce di malattie infettive, di complicanze gravidiche, di patologie fetali e materne in atto".

Il progetto 'Prevenzione amica', commenta Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali e cultura della Salute del Comune di Milano, "è la dimostrazione che, quando l'unione tra pubblico, privato e terzo settore funziona, si possono realizzare iniziative che vanno oltre la difficoltà di reperire risorse. L'iniziativa tiene conto delle differenze culturali e delle difficoltà di inclusione sociale, è anche un segnale importante in un periodo di crisi e in una fase in cui c'è qualcuno che vuole penalizzare sul piano dei diritti le donne migranti che stanno vivendo l'esperienza della maternità". Il Comune promuoverà la conoscenza del progetto coinvolgendo i servizi sociali e la rete delle associazioni del terzo settore che operano con donne e stranieri. Gli esami sono aperti anche a donne fertili che non si trovano in stato di gravidanza.

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