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Salute: Milano, contro infezioni in gravidanza screening per 300 straniere

11 marzo 2014 | 15.40
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Milano, 11 mar. (Adnkronos Salute) - A Milano, la metropoli più multietnica d'Italia - cuore di una regione in cui si concentra un quarto della popolazione straniera presente nel Paese, dove l'immigrazione si tinge sempre più di rosa e si stima siano presenti 96 mila irregolari di cui 42 mila donne - parte un progetto per prevenire gli effetti pericolosi sui bebè delle infezioni contratte dalle mamme in dolce attesa. Si comincerà, nel primo anno di esperienza pilota, con un'azione di screening su circa 300 donne immigrate. L'attenzione si focalizzerà su due delle infezioni più temibili: toxoplasmosi e rosolia. L'iniziativa 'Prevenzione amica', presentata oggi a Milano, è ideata e promossa dalla Fondazione Bracco e nasce da un'alleanza con Opera San Francesco (Osf) per i poveri e Comune di Milano.

L'Osf, che da marzo 2005 a fine 2013 ha accolto 56.246 pazienti garantendo loro accesso alle cure, raccoglierà i campioni dei test e li invierà nel laboratorio del Centro diagnostico italiano per l'analisi, poi metterà in campo strategie d'intervento mirate alla tutela della maternità. Il percorso, che prevede anche attività di counselling di base per la donna, sarà presidiato da un'assistente sanitaria che opera nel poliambulatorio dell'Osf e farà da 'case manager' (il costo è sostenuto dalla Fondazione Bracco). Il progetto, spiega Diana Bracco, presidente della Fondazione Bracco, "risponde a questa forte richiesta di un'azione di accompagnamento delle giovani donne migranti verso la prevenzione per una maternità sicura. Si sente oggi il bisogno di rendere più fruibile l'accesso alle strutture sanitarie".

Ma l'orizzonte a cui si guarda in questo periodo è anche quello della sfida imminente che aspetta Milano: l'Expo. "Nel 2015 - ricorda l'imprenditrice - avremo flussi molto sostenuti di visitatori. Pensiamo a 21 milioni di persone in tutto secondo le stime, dunque 120 mila al giorno. Anche in quest'ottica l'Asl, ma anche il Comune e le strutture che esistono nel settore pubblico e privato, vogliono essere in grado di dare una mano e far fare una bella figura alla città. La nostra società deve essere aperta e accogliente". (segue)

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