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Salute: Osservasalute, italiani stanno meglio, si muore meno per malattie cuore

16 aprile 2014 | 13.23
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Roma, 16 apr. (Adnkronos Salute) - Timidi segnali positivi per la salute degli italiani, come dimostra la diminuzione della mortalità per le malattie del sistema cardiocircolatorio, i principali 'killer' nel nostro Paese. Si muore meno anche per tumori, patologie dell'apparato digerente e cause di morte violenta, ma di più per disturbi psichici e malattie del sistema nervoso. E' quanto emerge dall'undicesima edizione del Rapporto Osservasalute (2013), presentato oggi a Roma all'Università Cattolica, pubblicato dall'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane che ha sede alla Cattolica di Roma ed è coordinato da Walter Ricciardi, direttore del dipartimento di Sanità Pubblica dell'Università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma e da Alessandro Solipaca, segretario scientifico dell'Osservatorio.

Dal 2006 al 2010 i tassi di mortalità per malattie del cuore sono passati per i maschi da 41,1 per 10 mila individui a 37,2 per 10 mila, per le femmine da 28,4 per 10 mila individui a 26 per 10 mila. Questo dato è molto positivo, evidenziano gli esperti, poiché si tratta di patologie per le quali l'attività di prevenzione gioca un ruolo centrale, per cui l'indicazione può essere interpretata come un risultato positivo del sistema.

"Tuttavia, sulla ridotta mortalità per queste malattie gioca un ruolo importante anche la disponibilità di farmaci più efficaci e il continuo sviluppo della diagnostica - spiega Solipaca - si tratta, quindi, di un successo della medicina e non degli stili di vita degli italiani che, a parte qualche incoraggiante segnale positivo, restano nel complesso scorretti". Se infatti si intravede qualche miglioramento almeno sul fronte dei consumi di alcolici e del vizio del fumo, è ancora desolante e anzi in peggioramento la forma fisica dei cittadini, sempre più grassi; aumentano soprattutto gli obesi e non fanno eccezione i bambini. Non cambia neppure la tendenza alla scarsa attività fisica, aggravata probabilmente anche dalle difficoltà 'crisi-indotte' di praticare sport in modo costante.

Nel particolare, se da un lato si conferma il trend in lenta discesa della prevalenza dei fumatori (nel 2010 fumava il 22,8% degli 'over 14' e nel 2011 il 22,3%, nel 2012 fuma il 21,9%) e la diminuzione dei consumatori a rischio di alcol (12,5% nel 2011 contro il 13,4% del 2010 tra gli adulti di 19-64 anni e 11,4% nel 2011 contro il 12,8% del 2010 tra i giovani di 11-18 anni), dall'altro si riscontra il persistente aumento delle persone in eccesso di peso.

Infatti, complessivamente, il 46% dei soggetti con più di 18 anni è in eccesso ponderale (era il 45,4% nel 2009, il 45,9 nel 2010, il 45,8 nel 2011). In particolare sono proprio le persone con problemi di obesità ad aumentare: gli obesi, infatti, passano dal 10% degli italiani nel 2011 al 10,4% nel 2012. Inoltre tra i minori quasi il 27% di quelli tra 6 e 17 anni è sovrappeso oppure obeso.

Si registra, inoltre, la scarsa pratica sportiva (nel 2012 la percentuale di sportivi assidui come nel 2011 si assesta sul 21,9% della popolazione con età ≥3 anni). Riguardo all'eccesso di peso nei bambini, deve far riflettere il fatto che questo fenomeno è maggiormente presente nelle famiglie con basso livello di istruzione, ciò suggerisce la necessità di implementare politiche di prevenzione idonee a raggiungere anche le fasce di popolazione appartenenti alle classi sociali meno istruite, sottolinea il rapporto.

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