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Salute: vita stravolta da disturbo tabu', indagine su donne con incontinenza (2)

12 giugno 2014 | 16.29
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(Adnkronos Salute) - Un incubo che si traduce in "perdita di autostima e sensi di colpa che in molti casi portano all'isolamento sociale e alla negazione della vita affettiva e sessuale", riflette Salvatore. Lo scenario delineato dall'indagine è dominato da scarsa informazione e pregiudizi. Solitudine, rassegnazione e autogestione del disturbo sono la norma. Si fatica a considerare l'incontinenza una malattia. Le donne, rileva la ricerca, vorrebbero parlarne ma l'imbarazzo le frena e si rivolgono al web. Il problema, sottolineano gli esperti, è che le informazioni su Internet e tra le web community sono spesso inaffidabili e non aiutano a trovare percorsi di cura.

"I farmaci oggi disponibili - sottolinea Andrea Tubaro, professore associato di Urologia alla Sapienza di Roma e responsabile Uoc di urologia, Azienda Ospedaliera Sant'Andrea - sono quelli che agiscono sui recettori muscarinici presenti sul muscolo detrusore vescicale e nell'uretra, e il primo di una nuova classe di farmaci, agonisti dei recettori beta-3-adrenergici presenti sulla vescica, che si lega ad essi e con un meccanismo innovativo induce il rilassamento dei muscoli vescicali. La tendenza che si sta affermando è quella di impiegarlo in prima linea".

Gli esperti segnalano comunque difficoltà di accesso a questi farmaci, non rimborsati dal Ssn. E l'incontinenza urinaria, "frequente nella fascia d'età perimenopausale", resta un disturbo da celare, conclude Michele Meschia, direttore dell'Unità operativa di ostetricia e ginecologia dell'ospedale 'G. Fornaroli' di Magenta, "in parte per un fatto culturale che considera la perdita di urine come qualcosa di ineluttabile, legato all’invecchiamento".

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