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Inganni e bugie sui cosmetici

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Inganni e bugie sui cosmetici

Non è tutto oro quello che luccica nel mondo dei cosmetici. Dentro rossetti, rimmel, shampoo e profumi si nascondono luci e ombre. A scoprire il lato oscuro del mondo del 'make up' è il libro scritto da Beatrice Mautino: 'Il trucco c'è e si vede – Inganni e bugie sui cosmetici. E i consigli per difendersi' edito da Chiarelettere e uscito giovedì scorso. L'inchiesta dell'autrice, esperta del settore con una laurea in Biotecnologie industriali e diverse pubblicazioni alle spalle, affronta a 360 gradi l'universo della cosmesi.


In 230 pagine fitte di studi, ricerche, riferimenti scientifici, analisi e interviste, l'autrice cerca di fare luce sui molti aspetti contradditori dei tanti prodotti per la bellezza che usiamo ogni giorno. Spesso senza sapere cosa contengono e i rischi che corriamo se non stiamo attenti ad acquistare quelli sicuri e certificati. Il viaggio fatto dalla Mautino attraversa diversi settori: le leggende sui parabeni, la sicurezza degli ingredienti, i messaggi menzogneri, la falsità della pubblicità, i prodotti miracolosi per i capelli, le verità sull'epilazione permanente; la cellulite, una malattia inventata.

Scrive l'autrice: "Sono circa 180 i marchi che circolano di più e sono tutti raggruppabili in 7 grandi isole: le multinazionali della cosmetica, colossi che negli ultimi decenni sono cresciuti inglobando via via aziende piccole. A queste - prosegue - si aggiungono poi quelle che possiedono meno marchi, ma compensano con fatturati stellari, come il gruppo Colgate-Palmolive, la tedesca Beiersdorf che possiede Nivea, la francese Chanel e poi l'Avon. I liberi battitori ci sono ma si contano sulle dita delle mani. Fra tutti, Lush, o l'italiana Kiko".

Nella giungla dei prezzi è facile perdersi. Sedotti dal marketing e dalle speranze di eterna giovinezza affidate a poche centinaia di euro. Ma quanto è giusto spendere? "Possiamo dire con una certa cognizione di causa che in un mondo fatto di artigianato industriale - scrive Beatrice Mautino - in cui la variabilità delle materie prime conserva un certo peso e la 'mano' del formulatore si sente ancora, esiste una sostanziale omogeneità fra i prodotti delle grandi multinazionali". Ecco che per l'autrice serve "spirito critico e una cassetta degli attrezzi" per districarsi "nella giungla delle false promesse del marketing".

Il libro risponde alle tante domande che ci facciamo ogni giorno sui prodotti che assumiamo, dagli antirughe ai saponi. "Siamo davvero dei bravi consumatori di bellezza?", si chiede tra le righe l'autrice; "Sappiamo difenderci dalle false promesse?". Ognuno di noi dovrebbe riflettere e iniziare con dei piccoli passi, ad esempio imparare a leggere cosa c'è davvero scritto sulle etichette. Un piccolo segreto svelato dall'autrice è sul miglior antirughe in circolazione: la crema solare.

Infine, l'appendice con le leggende e i miti da sfatare. Una guida veloce con domande e risposte che più o meno tutti ci siamo fatti di fronte a un nuovo shampoo o all'ultima crema miracolosa che promette di farci tornare ventenni. Tra le domande a cui risponde l'esperta: i cosmetici venduti in farmacia sono più sicuri ed efficaci di quelli del supermercato?; lo shampoo fa cadere i capelli?; ho un'allergia al nichel, compro solo prodotti 'nichel-free'?; la luna influisce sulla crescita dei peli?.

"Il cosmetico non è un farmaco - sottolinea l'autrice - e non può avere e vantare proprietà terapeutiche. Quindi, per esempio, una crema idratante per la pelle è un cosmetico, mentre una pomata antibiotica per la cura dell'acne è un farmaco. Anche il dentifricio è un cosmetico perché usato per la pulizia dei denti e la prevenzione delle carie. Lo shampoo antiforfora contenente ketoconazolo, invece, è un farmaco perché contiene un principio attivo volto a 'curare' uno specifico problema del cuoio capelluto. Può sembrare materia per burocrati, invece in realtà questa distinzione si traduce in percorsi diversi per l'immissione in commercio e ci protegge anche, almeno parzialmente, dai venditori di miracoli".

Di quello che ci spalmiamo addosso - secondo l'esperta - sappiamo "solo ciò che il marketing vuole farci sapere, ovvero poco e, soprattutto, non sempre qualcosa che sia in grado di aiutarci a scegliere in maniera consapevole. La triste realtà - avverte - è che un'informazione attendibile e critica sui cosmetici nel nostro Paese praticamente non esiste". Se da oggi inizieremo a osservare, in profumeria o al supermercato, più persone immerse nella lettura delle etichette e meno a guardarsi allo specchio, qualche passo in avanti sarà stato fatto.



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