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Riparte da Verona progetto Gsk per bambini con bisogni speciali

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Riparte da Verona progetto Gsk per bambini con bisogni speciali

Il progetto “Leggere per Crescere” riparte da Verona aprendo a disabilità ed inclusione. Presentato oggi il primo studio che vede partecipi i tre “pilastri” dell’educazione con il modello Icf (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute): obiettivo, stendere un ‘profilo mirato’ per ogni bambino. L’iniziativa, unica in Italia nel suo genere, si è realizzata all’Università di Verona e sul territorio nell’ambito di “Tutti diversi tutti uguali”, la parte del progetto di responsabilità sociale Leggere per Crescere di Gsk destinata ai bisogni speciali (VIDEO - IL PROGETTO).


“La chiave del successo di questo approccio sta nella partecipazione e l’interazione costante della famiglia, della scuola e del pediatra perché solo grazie a questa “alleanza” che ruota intorno al bambino è possibile ottenere i risultati attesi – spiega Angelo Lascioli, docente di Pedagogia speciale presso l’Università di Verona e responsabile scientifico del progetto di Gsk denominato “Tutti diversi tutti uguali”.

Il progetto è stato realizzato attraverso la metodologia della ricerca partecipativa (Partecipatory Action Research). Tale approccio ha consentito di valorizzare la professionalità e l’esperienza di tutti i soggetti coinvolti, che l’Università si è fatta carico di sintetizzare e rilanciare ai diversi focus group attivati, in un processo ciclico di miglioramento degli strumenti. Sebbene il processo non possa dirsi pienamente concluso, tutti i partecipanti hanno apprezzato l’immediatezza del Profilo di Funzionamento nell’evidenziare i bisogni sanitari ed educativi del minore valutato.

“Dalla stesura di questo profilo consegue l’analisi delle risorse necessarie per realizzare un progetto di vita e una programmazione didattico-educativa, che sono cucite su misura dell’individuo a partire dal suo funzionamento e dalla sua disabilità, tenendo conto dei fattori ambientali facilitanti e delle barriere", spiega Sophie Cagdas Uos neuropsichiatria infantile Aulss 9.

L’uso dell’Icf consente l’utilizzo simultaneo di uno stesso strumento tra professionalità diverse (sanitari, insegnanti, famiglia), mediante un linguaggio comune e condiviso. L’introduzione di uno strumento innovativo presuppone la formazione e l’educazione dei soggetti coinvolti. Sanitari e insegnanti dovranno imparare un nuovo linguaggio e studiare un nuovo strumento, per interagire fra loro in maniera sicuramente più proficua e nuova.



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