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Farmaci: Msd, nuovi dati positivi per 'triplice' terapia anti epatite C

Da Commissione europea 'stopping rule' per boceprevir

FARMACEUTICA

Milano, 14 apr. (Adnkronos Salute) - Da Londra, dove ieri si è chiuso il 49esimo International Liver Congress dell'Easl (European Association for the study of the liver), arrivano nuove conferme su efficacia e sicurezza della 'triplice' terapia contro l'epatite C. Ad annunciarlo è Msd, in riferimento ai nuovi dati di uno studio condotto sull'asse Italia-Spagna, che ha valutato efficacia e tollerabilità di boceprevir, inibitore della proteasi utilizzato nella triplice terapia in associazione con interferone alfa 2b peghilato e ribavirina.

Nei 416 pazienti dei due Paesi con epatite C e cirrosi compensata, arruolati nel 'Named Patient Program', è stata evidenziata una risposta virologica sostenuta (Rvs) "soddisfacente", raggiunta con boceprevir in circa la metà dei pazienti (58-45%). Nello studio le ospedalizzazioni per effetti collaterali, che sono state contenute al 9% di tutti i casi, non hanno influito sul risultato in termini di guarigione. E per garantire l'accesso alle terapie innovative e la sostenibilità del sistema sanitario, la Commissione europea ha introdotto la 'stopping rule' per boceprevir, cioè la sospensione della terapia all'ottava settimana in caso di mancato raggiungimento del target virologico, con risparmi sui costi.

"Sulla base di queste regole di ingaggio potremo curare un numero importante di persone con una spesa nota, ben al di sotto dei livelli delle terapie future - spiega il coordinatore dello studio Savino Bruno, direttore della Struttura complessa di medicina interna a indirizzo epatologico all'ospedale Fatebenefratelli di Milano - Va ribadita l'opportunità di avvalersi già oggi di terapie efficaci, con scarsi effetti collaterali". Nonostante i dati italiani da record in Europa (oltre 1,5 mln di portatori cronici dell'infezione, mille nuovi casi e 20 mila morti l'anno), secondo un'indagine di Cittadinanzattiva ed EpaC onlus solo un paziente su 4 ha avuto accesso immediato alle nuove opzioni terapeutiche, mentre il 35% è inserito in liste d'attesa. Il 20% delle strutture deputate a erogare la triplice terapia ha aspettato da uno a 3 mesi per avere a disposizione i farmaci.

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