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Farmaci anti-sclerosi multipla Biogen, nuovi dati positivi

FARMACEUTICA
Farmaci anti-sclerosi multipla Biogen, nuovi dati positivi

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Durante il 34° Congresso Ectrims (European Committee for Treatment and Research in Ms) che si svolgerà dal 10 al 12 ottobre a Berlino, Biogen sarà protagonista con 70 presentazioni orali e poster sui i dati ottenuti dal suo portfolio di trattamenti nell’area della sclerosi multipla (Sm). L'azienda presenterà inoltre i principali risultati di un'innovativa ricerca che mira a trasformare la cura delle persone che convivono con la malattia.


Le principali novità presentate all'Ectrims riguardano i dati clinici e le real world evidence a ulteriore supporto dell'efficacia a lungo termine e della sicurezza ben caratterizzata delle principali terapie sviluppate da Biogen per la Sm, inclusi i dati che supportano la somministrazione del dimetilfumarato e di natalizumab nelle prime fasi della malattia. Dati aggiuntivi evidenziano la potenziale utilità della catena leggera dei neurofilamenti su siero come biomarcatore dell'attività della Sm. Biogen condividerà anche le novità sugli sforzi effettuati per migliorare – attraverso Ms Paths (MultipleSclerosis Partners Advancing Technology and Health Solutions) – il monitoraggio degli esiti cognitivi e di altri outcome chiave per la malattia.

"Biogen ritiene che la necessità di trovare nuovi approcci per il trattamento della Sm sia sempre di grande attualità e importanza", afferma Michael Ehlers, executive vice president research & development di Biogen. "La ricerca che presentiamo all’Ectrims riflette la nostra comprovata esperienza nello sviluppo di farmaci innovativi per la cura della SM e il nostro impegno nella ricerca di nuovi approcci clinici per generare nuovi dati che permetteranno di intraprendere decisioni di trattamento sempre più personalizzate così da aiutare i pazienti adesso e in futuro".

I dati supportano ulteriormente l’efficacia e la sicurezza del portfolio di trattamenti per la Sm. Il dimetilfumarato è il principio attivo somministrato per via orale più prescritto al mondo per il trattamento della sclerosi multipla. I risultati dello studio Endorse mostrano che i pazienti neo diagnosticati trattati con dimetilfumarato hanno registrato bassi tassi di ricadute annuali e la maggior parte di loro non ha presentato alcuna progressione confermata della disabilità. Alcuni di questi pazienti sono stati sottoposti al trattamento per un arco temporale che si è esteso fino a nove anni. Benefici simili sono stati osservati nello studio real-world Esteem, attualmente in corso, che include pazienti allo stadio iniziale della malattia.

Nuove analisi di sicurezza hanno rilevato che nella maggior parte dei pazienti soggetti a linfopenia durante il trattamento con dimetilfumarato, si osserva una significativa ricostituzione linfocitaria che si verifica dopo tre mesi di sospensione del trattamento, rafforzando l'importanza del monitoraggio della conta linfocitaria assoluta come indicato nella scheda tecnica del prodotto. I dati aggiornati dello studio osservazionale su natalizumab (Top - Tysabri Observational Program), il più grande real-world attualmente in corso su pazienti trattati con tale farmaco, ne sottolineano l'efficacia consolidata e coerente in 10 anni, specialmente per i soggetti con un decorso precoce della malattia. I risultati in termini di sicurezza sono conformi al profilo noto e consolidato di natalizumab e non sono stati identificati nuovi segnali.

I dati presentati all'Ectrims rafforzano i profili di sicurezza ed efficacia del peginterferone beta-1a e dell’interferone beta-1a, due trattamenti ampiamente prescritti per il trattamento della Sm. L'European Interferon Beta Pregnancy Registry (Registro europeo dell’interferone beta in gravidanza) e il Nordic Epid Ms Pregnancy Study (Studio nordico Epid per la Sm in gravidanza) hanno dimostrato che l'esposizione al trattamento con interferone beta (intendendo sia peginterferone beta-1a che interferone beta-1a) prima del concepimento e/o durante la gravidanza non ha comportato effetti negativi sugli esiti della stessa o sul bambino. In un'analisi di corrispondenza del propensity score di Advance e Confirm, il peginterferone beta-1a ha riportato risultati clinici migliori rispetto al glatiramer acetato. Un’analisi di Advance con un sottogruppo neo diagnosticato dimostra come il peginterferone beta-1a abbia ridotto il rischio di buchi neri cronici che evolvono dalle lesioni acute riscontrate con la Rm.



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