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Farmaceutica, "1000 mld in ricerca e sviluppo nei prossimi 6 anni"

FARMACEUTICA
Farmaceutica, 1000 mld in ricerca e sviluppo nei prossimi 6 anni

Immagine di archivio (Fotogramma)

"Nei prossimi 6 anni verranno investiti più di mille miliardi di dollari in Ricerca & Sviluppo dal settore farmaceutico a livello mondiale: il 50% di questi investimenti verrà dalle aziende statunitensi". Lo ha sottolineato Fabrizio Greco, presidente dello Iapg-Italian American Pharmaceutical Group, intervenuto nei giorni scorsi a Roma all'incontro 'Valorizzare la ricerca, investire nella vita - Il brevetto farmaceutico in Italia'. Tra i temi al centro dei lavori l'innovazione terapeutica come valore fondante del settore farmaceutico basato sulla R&S, nel nostro Paese e a livello globale. Per gli esperti, infatti, la tutela brevettuale rappresenta il requisito indispensabile perché le terapie innovative possano continuare a fornire il loro contributo non solo per la salute dei pazienti, ma anche per lo sviluppo economico, scientifico e industriale dell'Italia.


"La sfida di oggi è quella di portare nuovi farmaci ai pazienti, garantendo allo stesso tempo la sostenibilità del sistema sanitario globale", ha dichiarato Lewis M. Eisenberg, ambasciatore Usa in Italia, aprendo l'evento organizzato da Iapg in collaborazione con Ambasciata degli Stati Uniti e American Chamber of Commerce. Presenti, fra gli altri, rappresentanti dei ministeri dello Sviluppo economico e della Salute, oltre che del Parlamento, delle società scientifiche, delle associazioni pazienti e del mondo imprenditoriale. "Affinché l'innovazione possa svilupparsi - ha aggiunto Eisenberg - è fondamentale per l'industria avere un contesto regolatorio e lavorativo fortemente basato sulla trasparenza e sulla certezza delle regole. Oggi è più che mai importante creare e preservare un ambiente favorevole all'innovazione. E soltanto attraverso un dialogo aperto tra tutte le parti - è il monito - si potranno trovare nuove soluzioni per fare fronte alle sfide di oggi".

Greco ha ricordato che "le aziende farmaceutiche italiane a capitale americano, attive in Italia sin dal primo Dopoguerra (1949), hanno un fatturato di 8,1 miliardi di euro di cui un terzo destinato all'export, 13 mila dipendenti (oltre a 13 mila nell'indotto) e 2 miliardi di investimenti in R&S negli ultimi 5 anni. Vogliamo confermare e rafforzare questa presenza", ha assicurato.

"L'industria farmaceutica in Italia è uno dei settori trainanti dell'economia - ha ribadito il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi - Con 32 miliardi di produzione, di cui l'80% destinato all'export, il nostro Paese è il primo produttore farmaceutico in Europa".

"Anche nella Ricerca & Sviluppo le imprese del farmaco danno un importante contributo", ha proseguito il numero uno dell'associazione nazionale imprese del farmaco: "Studi clinici (per 700 milioni di euro nel 2017), collaborazioni con università e con istituti pubblici di ricerca, 1,5 miliardi di euro investiti in R&S solo nel 2017", ha elencato. "Considerando gli investimenti previsti in R&S - ha affermato ancora Scaccabarozzi - l'Italia può e deve cercare di migliorare la propria attrattività. Siamo già l'Hub europeo per la produzione, vogliamo diventare anche l'Hub per lo sviluppo delle nuove terapie".

"Per consentire questa crescita - ha rilevato Greco in chiusura - occorre aprire un dialogo costruttivo con le Istituzioni, per individuare insieme politiche che migliorino i tempi e le condizioni di accesso delle terapie innovative e che garantiscano il rispetto della tutela brevettuale, evitando approcci esclusivamente economicistici che promuovano un'equivalenza terapeutica non basata su criteri scientifici".



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