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Coronavirus, 3 anticorpi monoclonali dal sangue dei guariti: verso test sull'uomo

FARMACEUTICA
Coronavirus, 3 anticorpi monoclonali dal sangue dei guariti: verso test sull'uomo

Fotogramma/Ipa

Tre anticorpi monoclonali, selezionati a partire da oltre 4mila candidati, ottenuti dal sangue di pazienti convalescenti o guariti da Covid-19, saranno prodotti per i test sull'uomo che inizieranno fra 5-6 mesi. Lo annuncia il Mad (Monoclonal Antibody Discovery) Lab di Fondazione Toscana Life Sciences (Tls), coordinato da Rino Rappuoli, dopo la conclusione della fase di discovery del progetto MabCo19. Un programma nato con l'obiettivo di individuare anticorpi monoclonali umani in risposta all'infezione da coronavirus Sars-CoV-2, per l'impiego a scopo profilattico/terapeutico e come 'esca molecolare' per la ricerca di antigeni utili allo sviluppo di vaccini.


Gli anticorpi scelti per la sperimentazione clinica sono stati ottenuti da sangue di pazienti reduci da Covid, ricevuto grazie alla collaborazione con l'Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani di Roma e poi con l'azienda ospedaliero-universitaria senese. Dopo essere stati oggetto di domanda di brevetto, spiegano da Tls, potranno essere prodotti per i test clinici.

La sequenza di Dna dei 3 anticorpi monoclonali umani - si legge in una nota - è stata inviata a un partner svizzero per lo sviluppo delle linee cellulari e, successivamente, avverrà la produzione in cGmp (current Good Manufacturing Practice, buone pratiche di fabbricazione) e l'infialamento grazie all'accordo sottoscritto con il gruppo Menarini per l'utilizzo del loro impianto industriale biotech di Pomezia (Roma). Si punta a poter avviare entro la fine del 2020 i test sull'uomo.

"Inutile dire che per noi si apre una fase di ricerca estremamente interessante per caratterizzare tutti questi anticorpi monoclonali umani dal punto di vista biologico, strutturale e funzionale - afferma Claudia Sala, senior scientist del Mad Lab -. Uno di questi tre anticorpi è stato il primo identificato come potente che si è confermato tale ormai in diversi esperimenti, ed è dunque già stato espresso e purificato in laboratorio. Grazie alla sequenza del Dna che codifica per questo anticorpo abbiamo potuto produrlo in vitro e purificarlo, verificando come anche questa versione e una variante 'mutata', cioè migliorata nelle sue proprietà funzionali, mantengano attività neutralizzante nei confronti del virus. Siamo dunque molto ottimisti sul prosieguo dello sviluppo e sulla sicurezza e potenzialità terapeutica".

"Siamo orgogliosi di questo risultato raggiunto, per il quale ringraziamo tutto il team di ricerca che da marzo sta lavorando con impegno, dedizione e forte senso di responsabilità - dichiara Fabrizio Landi, presidente di Fondazione Toscana Life Sciences - Abbiamo scelto di portare avanti i 3 anticorpi monoclonali più promettenti in modo da verificare anche quale si esprime meglio nella produzione su scala industriale. Con questo risultato confermiamo inoltre le tempistiche di sviluppo che avevamo ipotizzato all'avvio del progetto e prevediamo l’inizio dei test clinici fra circa 5-6 mesi".

Il Mad Lab di Fondazione Tls - ricorda la nota - lavora secondo l'approccio sperimentale della Reverse Vaccinology 2.0. Il progetto MabCo19, avviato a fine marzo 2020 grazie a un finanziamento parziale con risorse derivanti dalla Regione Toscana nell'ambito del Centro regionale di medicina di precisione (Cremep), ha recentemente ricevuto anche un rilevante finanziamento dall'Eu Malaria Fund assegnato ad AchilleS Vaccines, grazie anche al contributo di Fondazione Mps.



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