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Tumori: +30% melanomi in 10 anni, ecco come proteggersi al sole (2)

Nuovi dati su prima terapia personalizzata contro forme metastatiche

MEDICINA

(Adnkronos Salute) - "Nella lotta al melanoma nelle sue diverse forme - spiega Paola Queirolo, presidente di Imi (Intergruppo melanoma italiano), San Martino Ist di Genova - le armi a nostra disposizione sono la prevenzione e l'educazione a partire dalle nuove generazioni, la diagnosi precoce che aumenta l'efficacia della cura e consente una guarigione nel 95% dei casi, e l'accesso a terapie innovative come vemurafemib: la prima terapia personalizzata per il melanoma metastatico, che agisce in modo specifico sulla proteina Braf mutata presente in circa un paziente su 2".


La terapia del melanoma metastatico, la cui sopravvivenza era in media di 6-9 mesi dalla diagnosi, "negli ultimi anni ha compiuto enormi passi avanti", sottolinea Michele Del Vecchio, segretario Imi, Istituto nazionale tumori di Milano. Vemurafenib, "primo farmaco orale che ha introdotto il concetto di medicina personalizzata nel trattamento di questa patologia, è in grado di agire rapidamente anche in presenza di un volume tumorale importante, con una riduzione o stabilizzazione della massa tumorale in circa l'80% dei pazienti". Nello studio registrativo 'BRIM3', evidenzia Roche, il farmaco ha dimostrato di aumentare in maniera significativa la sopravvivenza senza progressione e la sopravvivenza globale rispetto al trattamento standard con chemioterapia (dacarbazina). Inoltre, 'Lancet Oncology' ha pubblicato i dati del più ampio studio sul melanoma metastatico Braf-mutato (3.222 pazienti di 44 Paesi), che conferma il risultato di sopravvivenza a un anno pari al 52%, arrivando al 36% dopo 18 mesi.

"Grazie alla disponibilità di test diagnostici molecolari sempre più precisi - conclude Queirolo - siamo in grado di individuare i pazienti cui somministrare farmaci specifici e in grado di raggiungere i risultati attesi. Sapere in via preliminare chi può beneficiare di un determinato trattamento consente di estendere il beneficio all'intero sistema sanitario".



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