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Al Gemelli mini-interventi 'in rosa' con Alf-X, robot chirurgo italiano

MEDICINA

Si chiama Alf-X l’innovativo robot chirurgo in forza ai chirurghi ginecologi del Policlinico universitario Gemelli di Roma, da un anno attivo presso il Dipartimento per la Tutela della salute della donna, della vita nascente, del bambino e dell’adolescente. Il nuovo robot chirurgo è stato impiegato per la prima volta al mondo al Gemelli per interventi ginecologici che possono essere eseguiti in laparoscopia. E sono oltre 150 le operazioni che, in un anno di sperimentazione in anteprima, sono stati effettuati con successo con Alf-X.

"In una Sala operatoria dedicata - considera il direttore del Dipartimento, Giovanni Scambia - ogni giorno per cinque giorni alla settimana al Gemelli abbiamo eseguito due interventi con l’innovativo sistema di tele-manipolazione chirurgica di ultima generazione, conducendo una larga sperimentazione i cui risultati sono del tutto positivi".

Alf-X, mosso con la massima precisione dal chirurgo attraverso una consolle, viene utilizzato per tutti gli interventi ginecologici che hanno una indicazione laparoscopica: patologie benigne e stadi iniziali di patologie ginecologiche oncologiche. Il robot consente di migliorare qualità ed efficacia dell’intervento chirurgico attraverso un preciso coordinamento tra la mano del chirurgo e lo strumento. Un avanzato sistema di puntamento oculare permette di controllare la visione endoscopica in tre dimensioni attraverso sensori che, seguendo i movimenti oculari del chirurgo, muovono la telecamera 3D ad alta definizione sul campo operatorio.

Inoltre, questo sistema d’inseguimento oculare consente al chirurgo di ingrandire facilmente (zoom in) l'immagine 3D, per una visione completa fino al minimo dettaglio. Il monitor 3D disponibile in consolle permette al chirurgo di avere sempre la visione del campo operatorio tridimensionale, migliorando la percezione della profondità dei piani dei tessuti e gli organi sul quale si esegue la procedura chirurgica. Alf-X, frutto della ricerca Italiana (Sofar SPA) e della collaborazione con la Comunità Europea (Centro Ricerche JRC), è il primo sistema al mondo che permette al chirurgo di percepire a distanza le forze generate sugli organi e sui tessuti, restituendo al chirurgo un’importante sensazione tattile: un aspetto particolarmente utile durante le dissezioni e durante le fasi di ricostruzione e di applicazione di punti di sutura.

"Il nuovo sistema si è dimostrato inoltre molto semplice da utilizzare per tutto il personale - afferma Scambia - e la sua precisione consente manovre che rispettano al massimo l’integrità addominale delle pazienti". Finora l’équipe operatoria del professor Scambia ha eseguito circa 150 interventi con indicazioni di isterectomia e asportazione di entrambe le ovaie; le pazienti hanno avuto un decorso post-operatorio ottimale con rapido ritorno alle attività quotidiane; non sono stati registrati eventi avversi né complicanze intraoperatorie e a distanza.