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Tecnologia e arte per sostenere malati in cura al 'Gemelli Art'

MEDICINA
Tecnologia e arte per sostenere malati in cura al 'Gemelli Art'

Gestione multidisciplinare delle patologie tumorali, le più sofisticate e innovative tecnologie oggi disponibili per la cura dei tumori, apparecchiature di ultima generazione per consentire un'elevatissima precisione e riduzione della tossicità. Una macchina disponibile al momento in meno di 10 centri al mondo e che rappresenta la punta avanzata della ricerca tecnologica nel mondo della radioterapia. Ma anche sale della terapia con esclusive raffigurazioni artistiche delle bellezze di Roma. È questo 'Gemelli Art' (acronimo di Advanced Radiation Therapy), struttura unica nel suo genere in Italia, altamente specializzata, nata per offrire a degenti e a pazienti ambulatoriali trattamenti all'avanguardia in radioterapia oncologica in un contesto particolarmente accogliente e confortevole davvero esclusivo.


E ora il progetto del nuovo reparto di Radioterapia 3.0 per ristrutturare anche i reparti di degenza e Day hospital della Radioterapia oncologica del Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs sarà realizzato con una nuova raccolta fondi, lanciata oggi al policlinico romano. Obiettivo: raccogliere un milione di euro per 'abbellire' anche queste aree.

Sala di terapia dedicata ai bambini con malattie neoplastiche decorata con affascinanti e coloratissimi scenari marini dove giocare e vincere la paura. Un acceleratore equipaggiato con una risonanza magnetica che consente al paziente di collaborare alla terapia e che ha stimolato il designer della maison di Valentino, Pierpaolo Piccioli, a realizzare un ambiente speciale per sostenere i pazienti in questo percorso. Il Polo Radioterapico 'Gemelli Art' guidato dal Vincenzo Valentini, direttore del Dipartimento diagnostica per immagini, Radioterapia oncologica ed Ematologia del Policlinico Gemelli e ordinario di Radiologia all’Università Cattolica, rappresenta uno dei punti più alti dell’eccellenza della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs.

"L’acronimo Art, col suo richiamo all’arte, esprime con grande efficacia una concezione della malattia della cura e della vita: la bellezza è ineludibile, la ricerca del bello è un moto dell’animo ed è un modo ineliminabile per il risveglio della persona. Allevia la sofferenza soprattutto in un luogo di cura, consolando il cuore. Di questo sforzo di fare della radioterapia un luogo bello sono grato a quanti hanno aiutato a renderlo possibile, dall’inizio fino a oggi", ha detto il presidente della Fondazione Gemelli Irccs di Roma, Giovanni Raimondi.

"Alla tecnologia abbiamo dedicato tutto negli ultimi anni, forse troppo. Entrando nello stato d’animo dei pazienti e creando un ambiente degno di questo nome possiamo far sì che i cattivi pensieri possano allontanarsi. La chiave è quella fatta propria dal progetto Gemelli Art: fare della sofferenza degli altri la propria sofferenza", ha aggiunto Rocco Bellantone, preside della Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica di Roma.

La radioterapia è una disciplina clinica che si serve di radiazioni per la cura principalmente dei tumori, ma non viene solo utilizzata per scopi curativi, volti cioè alla guarigione del paziente, ma anche per scopi palliativi, per alleviare il dolore e migliorare la qualità della vita in casi di neoplasie in fase avanzata di malattia con l’obiettivo di garantire il massimo dell’umanizzazione delle cure. Per questo motivo alla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs è stato appena assegnato il premio Gerbera d'oro 2019 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e dalla Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti per il progetto 'L’impegno del Gemelli Art per l’umanizzazione dell’esperienza di cura'.

Il Gemelli Art sposa la filosofia della 'Rete del sollievo' prefiggendosi l’obiettivo di non solo erogare terapie utilizzando le migliori tecnologie disponibili al fine di ridurre il dolore fisico del paziente, ma integrando le stesse all’interno di un percorso terapico che includa servizi di presa in carico della persona-paziente che concorrono a donare sollievo nel rispetto della qualità di vita e della dignità dell'essere umano. Questo obiettivo può essere raggiunto anche attraverso la diffusione della cultura del sollievo come emblema etico di prossimità emotiva, che ponga la persona-paziente al centro di un processo di accompagnamento che passa attraverso azioni, ascolto empatico e uno 'stare accanto', perché nessuna persona, paziente o familiare, si senta abbandonato e solo durante il percorso.



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