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Staminali: Dg Brescia, attendiamo esito di verifiche Mantovani

Su eventuali medici Ssr disponibili a infusioni Stamina

SANITÀ

Brescia, 5 mag. (Adnkronos Salute) - "Rimaniamo in attesa di conoscere l'eventuale disponibilità di medici di altre aziende ospedaliere lombarde" a somministrare le infusioni Stamina, dopo la verifica avviata in questo senso dal vice presidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia, Mario Mantovani. "Ci vorranno un paio di giorni per avere un riscontro" e "nel caso in cui dovessero rendersi disponibili altri medici, presumo che la somministrazione del trattamento dovrebbe essere fatta a Brescia". Lo dichiara Ezio Belleri, direttore generale degli Spedali Civili, incontrando i giornalisti al termine della manifestazione pro-Stamina organizzata oggi davanti all'ospedale lombardo.


"Con Regione Lombardia - spiega - ci siamo sentiti costantemente anche durante la scorsa settimana, perché il fatto che fossimo in una situazione di verifica poteva anche dar luogo alla possibilità di capire se nel sistema sanitario lombardo ci potesse essere qualche medico disponibile a effettuare questa somministrazione. L'assessorato quindi ha ritenuto di avviare questa verifica, che noi ovviamente condividiamo". Belleri torna sul 'no' espresso dai medici della sua azienda e puntualizza: "Non ravvisiamo le condizioni per emettere ordini di servizio" che li obblighino alle infusioni, "perché siamo nell'ambito dell'autonomia professionale. Noi notifichiamo loro tutte le decisioni dei magistrati, e un ordine di servizio del Dg non ha una valore superiore". Quanto a un eventuale precetto, "normalmente - chiarisce- è relativo alla possibilità di garantire un servizio pubblico essenziale".

"Abbiamo saputo questa mattina - prosegue il Dg - che Marino Andolina", numero due di Stamina Foundation, "ha formalizzato la propria disponibilità a somministrare le infusioni. Sappiamo che l'assessore Mantovani ha comunicato che questa cosa non è possibile, ma ci confronteremo per decidere il da farsi. Stiamo facendo le verifiche per approfondire la questione che è molto complessa", evidenzia Belleri. "Al di là delle affermazioni di Andolina che dice di essere autonomo e autosufficiente nella somministrazione, infatti, noi siamo una struttura pubblica e dobbiamo attenerci a regole precise a garanzia di sicurezza". Per esempio, conclude, "c'è un problema legato al fatto che le infusioni vengono somministrate per via endovenosa e intratecale, e in quest'ultimo caso in particolare il paziente fino ad oggi è sempre stato sedato. Quindi serve un anestesista, per cui andrà valutata la disponibilità".



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