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I cani dell'infermiere guarito da Ebola isolati 21 giorni, ora lo aspettano a casa

Il veterinario Sgarangella, 2 meticci anziani sono stati sottoposti a sorveglianza con termometro laser

SANITÀ
I cani dell'infermiere guarito da Ebola isolati 21 giorni, ora lo aspettano a casa

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Sono stati in isolamento per ben 21 giorni, 'rei' di aver avuto solo pochi contatti con il loro padrone, l'infermiere di Emergency ora guarito dall'Ebola, poco prima che fosse trasportato da Sassari a Roma per le cure contro il virus. Sono due teneri cani meticci, maschi e "di una certa età", sottoposti nei giorni scorsi a speciale sorveglianza, al termine della quale sono stati dichiarati "fuori pericolo". A raccontarlo all'Adnkronos Salute è Franco Sgarangella, direttore del Dipartimento di prevenzione e del Servizio di sanità animale della Asl di Sassari, che ora trasmetterà i dati di questo singolare studio, uno dei pochissimi a disposizione della comunità medica per rispondere al quesito: gli animali da compagnia possono contrarre e/o trasmettere il virus Ebola?.


Dopo il ricovero del paziente italiano 'numero due' affetto da Ebola, che oggi sarà dimesso dall'Istituto Lazzaro Spallanzani della Capitale, "i suoi familiari sono stati trasferiti dalla loro abitazione a un'altra in periferia, con i cani - ricorda il veterinario - che sono rimasti quindi assieme ai proprietari, anche se l'indicazione era quella di limitare i contatti al momento dei pasti e della misurazione della temperatura corporea, che avveniva con uno speciale termometro a laser per evitare procedure invasive".

"Al momento - sottolinea il veterinario - non ci sono evidenze scientifiche in merito al fatto che i cani possano contrarre o trasmettere Ebola. Gli Ecdc, l'Efsa e l'Oie stanno ancora analizzando la situazione ed esiste un solo studio effettuato nel 2001 in Gabon, dove vennero esaminati 300 cani, di cui 159 erano stati a contatto con ammalati di Ebola: il 30% è risultato essere portatore di anticorpi del virus, ma nessuno manifestò la malattia. Per il resto c'è la drammatica storia della Spagna", dove il cane dell'infermiera infettata, Excalibur, fu soppresso. "La valutazione - commenta Sgarangella - va fatta caso per caso, per cui non posso giudicare questa decisione. I veterinari spagnoli avranno avuto i loro buoni motivi".

Tutto è bene quel che finisce bene, invece, in Sardegna, dove i due anziani meticci ora aspettano il loro padrone di ritorno dal ricovero allo Spallanzani. "Grazie alla misurazione a distanza della temperatura corporea e al monitoraggio del comportamento, possiamo dire che per questi due animali l'esito è stato favorevole. Ora stiamo preparando una relazione con tutti i dati che saranno messi a disposizione della comunità scientifica, essendoci penuria di esperienze simili. Potremo contribuire a migliorare le conoscenze su questo aspetto", conclude Sgarangella.



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