Cerca

L'infermiere guarito da Ebola: "Commosso e pronto a tornare in Africa"

Donerò il sangue

SANITÀ

"Non ho avuto tempo per godermi la mia famiglia, le persone speciali che ho lasciato, ma n on escludo di tornare sul campo per una ulteriore missione, che mi sembra doveroso sostenere in parti meno fortunate del mondo. Se Emergency avrà necessità, ci sarò". Parola di Stefano Marongiu, l'infermiere sardo di Emergency infettatosi in Sierra Leone, che dopo 28 giorni di ricovero all'Istituto Spallanzani di Roma, è stato dimesso questa mattina dalla struttura. "Mi sembra doveroso - aggiunge - mettermi a disposizione per la donazione del sangue allo Spallanzani, per aiutare le ricerca scientifica".

"Ora sono rinato, scappo in Sardegna tra poche ore - annuncia Marongiu - Voglio tornare per riabbracciare i miei cari e i miei cani che ho saputo essere stati isolati come prevedono le disposizioni. Ma io non ho avuto contatti diretti, una volta scoperti i sintomi e non ho mai messo in pericolo nessuno".

Marongiu è il secondo paziente italiano colpito dal virus, assistito e curato allo Spallanzani dopo il medico siciliano Fabrizio Pulvirenti. "Ora conosco tante cose che non sapevo - aggiunge l'infermiere - come il coinvolgimento internazionale. Se sono qui devo dire grazie a tanti uomini e donne che hanno reso possibile la mia guarigione, un esempio di Italia coesa e che ha lavorato come un'equipe. Ringrazio l'unità di crisi in Sardegna, il ministero della Difesa e l'Aeronautica Militare, l'Aifa e il ministero della Salute. E un ringraziamento speciale allo staff dello Spallanzani, e' un'eccellenza".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.