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"Varicella party", è polemica su post no vax

SANITÀ
Varicella party, è polemica su post no vax

(Post Facebook 'Varicella party')

"Domani Varicella Party per chi lo desidera. Vi aspettiamo alla casa di Milano!". L'invito, lanciato in un post su Facebook da una mamma milanese no vax, fa il giro del web e suscita l'immediata reazione dell'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, che bolla come "irresponsabile" l'iniziativa e auspica l'intervento delle autorità competenti. "La varicella, così come il morbillo, è una malattia esantematica che può avere delle gravissime conseguenze - dichiara l'assessore - Per questo è stata inserita tra quelle per le quali il vaccino è obbligatorio a partire dai nati 2017 e per questo chiunque diffonda la possibilità di epidemia è perseguibile penalmente. Ecco perché giudico assolutamente da irresponsabili iniziative come i cosiddetti 'Varicella o Morbillo Party' e mi auguro che le autorità preposte pongano in essere tutte le misure necessarie per punire chi li organizza".


Il post è stato pubblicato lunedì scorso e sembra rimandare alla pratica di mettere a contatto i bambini con altri ammalati per farli contagiare. "Spero che nessuno sia stato così incosciente da portare il proprio figlio - ha aggiunto Gallera - Questi antichi metodi sono anacronistici, perché fortunatamente ora esistono i vaccini che i nostri centri offrono a tutti gratuitamente. Nel 2017 per tutta la Lombardia per la prima coorte di chiamata attiva (nati 2016) abbiamo vaccinato 41.101 bambini su 83.013, pari al 49,51%".

Il post sul varicella party aveva già attirato l'attenzione del virologo Roberto Burioni, molto attento al tema sui social. "Non so come, ma io penso che qualcuno dovrebbe fare qualcosa per difendere i bambini dalle scelte dei loro genitori", ha scritto il medico commentando l'iniziativa. E in un post successivo ha anche ricordato la storia di Brenden Hall, campione paralimpico australiano, danneggiato proprio dalla varicella.

Hall "ha vinto la medaglia d'oro nei 400 metri stile libero a Londra nel 2012 - ha ricordato Burioni - L'ha vinta però alle Paralimpiadi, in quanto a sei anni ha contratto la varicella, che non solo gli ha fatto perdere il 70% dell'udito, ma gli ha anche causato un arresto cardiaco prolungato e una trombosi venosa profonda in una gamba, costringendo i medici all'amputazione. Avete capito bene: è sordo e senza una gamba a causa della varicella. Lui è stato particolarmente sfortunato, ma contrarre questa malattia da bambini, e ancora più essere infettati da questo virus da adulti, può essere molto grave".

Infine, ha continuato il virologo, "se a contrarre questa malattia è una donna in gravidanza o un bambino appena nato da una madre che non gli ha trasmesso l'immunità, la cosa diventa un guaio molto, molto grande e quasi sempre irreparabile. Siccome c'è un vaccino molto efficace e sicuro, non esiste un motivo al mondo per non evitare a grandi e piccini questa brutta avventura". Per cui, ha concluso Burioni, "quando incontrate l'antivaccinista di turno che pensa che la varicella sia una cosa da nulla e magari fa di tutto perché il figlio la contragga invece di vaccinarsi, siete anche in questo caso di fronte ad un campione olimpionico, ma di stupidità".



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