Milano, in un museo il tesoro del Policlinico

SANITÀ
Milano, in un museo il tesoro del Policlinico

La visita del ministro Matteo Salvini al percorso museale 'I tesori della Ca' Granda'. Con lui, da sinistra, il questore di Milano Marcello Cardona, il presidente del Policlinico di Milano Marco Giachetti e il prefetto di Milano Renato Saccone

Sei secoli di beneficenza raccontati da un maxi tesoro nascosto che poche persone hanno potuto ammirare. Perché in pochi sanno che sulle due 'sponde' di via Sforza a Milano - nella sede del Policlinico - non ci sono solo reparti, laboratori, uffici amministrativi dell'Irccs. Ai piani interrati c'è un caveau che custodisce capolavori firmati da pittori come Giovanni Segantini, Francesco Hayez, il Pitocchetto. Ci sono i volti di generazioni di mecenati che nei secoli, in un flusso ininterrotto, hanno sostenuto con la loro generosità l'ospedale. Il quale come segno di riconoscenza commissionava i loro ritratti a pittori dell'epoca. Una tradizione che non è mai morta e che oggi rivive grazie a giovani artisti dell'Accademia di Brera.


Ma da quest'anno il maxi patrimonio artistico della Ca' Granda non resterà più chiuso fa le mura fredde del caveau: torna alla luce, in un museo. Apre ufficialmente le porte il percorso espositivo 'I tesori della Ca' Granda'. Oggi lunedì 25 marzo il taglio del nastro alla presenza delle istituzioni, dal vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, fino al sindaco di Milano Giuseppe Sala e all'Arcivescovo di Milano, Mario Delpini. In un giorno speciale per l'Irccs, quello in cui si celebra la biennale Festa del Perdono, altra tradizione dell'ospedale che ha attraversato i secoli per arrivare fino a oggi. Istituita da Papa Pio II nel 1459, era l'occasione in cui veniva concessa l'indulgenza plenaria a chi visitava la cappella dell'ospedale Maggiore nel giorno dell'Annunciazione.

E "quest'anno - fa notare Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano - la festa cade proprio il 25 marzo, giorno dell'Annunciazione". Il percorso museale I tesori della Ca' Granda "è il giusto modo per rendere onore a questa tradizione. E' un percorso che ho fortemente voluto per riavvicinare i cittadini alla nostra storia e alle nostre radici". Lo spazio espositivo si trova in via Francesco Sforza 28, sede degli uffici amministrativi e dell'Archivio storico del Policlinico di Milano. Si sviluppa su 5 sale permanenti in cui sono esposti 23 ritratti dal '600 al '900, eseguiti da pittori del calibro di Giuseppe Molteni, Mosé Bianchi, Carlo Carrà, Filippo Abbiati, Emilio Longoni, Mario Sironi. Pezzo forte il 'Ritratto di Carlo Rotta' eseguito da Giovanni Segantini, unico esempio al mondo di ritratto su commissione realizzato dal celebre pittore e raramente esposto al pubblico.

Accanto a questi ritratti sono esposte 5 sculture, tra cui quelle che raffigurano il Duca Francesco Sforza e San Carlo Borromeo, rispettivamente il fondatore e uno dei primi grandi benefattori della Ca' Granda. Si aggiunge una sala temporanea in cui saranno esposte mostre tematiche. Nel percorso l'arte si alterna alla scienza con l'esposizione dei ritratti dei medici dell'Ospedale Maggiore e le collezioni sanitarie: una raccolta di strumenti medici dall''800 in poi che hanno fatto la storia della medicina.

Il percorso museale sarà aperto al pubblico dal 26 marzo, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18, con l'accoglienza dei volontari del Touring Club Italiano. Le visite sono gratuite e senza prenotazione. I volontari accompagneranno i visitatori a gruppi di 10 persone per volta. "E' questa un'occasione unica per celebrare la storica alleanza tra la generosità di coloro che donano e l'attenzione per i più fragili che caratterizza il nostro ospedale sin dalla sua fondazione - osserva il direttore generale dell'Irccs, Ezio Belleri - E' anche un modo per confermare il ruolo internazionale che il Policlinico ha nel campo della medicina e della ricerca. Accanto ai quadri infatti saranno esposte raccolte di strumenti medici e scientifici con cui i nostri esperti hanno fatto scuola nel mondo. Strumenti che hanno salvato vite, persone, famiglie: anche questo è un modo per dire grazie a chi ci sostiene".

In linea con uno dei 'riti' della storica Festa del Perdono, i ritratti dei benefattori ritrovano quindi il loro posto d'onore. All'inaugurazione saranno visibili in anteprima quelli appena eseguiti da Barnaba Canali e Romeo De Giorgi, scelti tra i giovani talenti dell'Accademia di Belle Arti di Brera. A Canali è stata affidata la missione di fermare su tela l'anima delle benefattrici Elda Rizzi con la sua figlioccia Antonietta, a De Giorgi invece è stato commissionato il ritratto pittorico di Dario Granata. I loro quadri si aggiungono alle 920 opere che fanno parte del maxi patrimonio del Policlinico.

I benefattori della Ca' Granda, nei secoli, sono sempre state persone che donavano a seconda della disponibilità: piccole somme, strumenti necessari all'ospedale, generi alimentari come uova e pollame. O somme molto ingenti, palazzi, terreni. C'è chi addirittura ha reso l'ospedale erede universale dei propri beni. Per loro la Ca' Granda ha iniziato la tradizione del ritratto gratulatorio nel 1602. E' nata così la Quadreria dei benefattori. Alcuni dei dipinti più prestigiosi hanno anche girato il mondo, ospiti di mostre internazionali come ad esempio a New York e Tokyo.

"Con questa nuova collaborazione con la Fondazione Irccs Ca' Granda, il Touring Club riconferma la volontà di assumere un ruolo da protagonista partecipando in modo attivo alla vita culturale di Milano - afferma Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano - I volontari ricoprono oggi un ruolo fondamentale nella società e il loro crescente impegno è un indicatore del forte radicamento al territorio, del senso di appartenenza e di responsabilità nei confronti non solo della propria città, ma anche del proprio Paese. Come Touring, in collaborazione con le istituzioni locali, abbiamo l'ambizione e la volontà di rendere la bellezza del nostro prezioso patrimonio culturale sempre più accessibile a tutti, cittadini e turisti. E vogliamo farlo prendendoci cura del nostro Paese e dei beni comuni".

Un esempio di collaborazione lo porta Giachetti: "Grazie alla filantropia e a quello che i benefattori ci hanno donato - evidenzia - riusciremo a realizzare anche il Nuovo Policlinico, primo esempio di struttura pubblica quasi interamente autofinanziata". E sempre grazie al mecenatismo, ha voluto ricordare Salvini, "il Policlinico è il più grande proprietario terriero d'Italia. So che si occupano di latte, di riso, di quadri, di archivi. So che qui ci sono eccellenze della ricerca medico-scientifica universitaria, Centri di aiuto alla vita, la Mangiagalli" e strutture dedicate ai più piccoli. "C'è un lavoro a 360 gradi, tutto finalizzato a una miglior gestione dell'offerta sanitaria". Per pazienti, sottolinea il vicepremier, "che arrivano da ogni parte d'Italia. Purtroppo ce ne sono tanti che mi dicono 'Ci vediamo a Milano'. Questo perché non ovunque c'è l'attenta gestione del pubblico, del denaro pubblico e delle strutture pubbliche. Se dunque da un lato mi fa piacere sentire che queste persone vengono a Milano, dall'altro mi dispiace pensare che alcune devono farsi centinaia di chilometri pagando di tasca loro".



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