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Aya da Zongshan: "Sempre più preoccupati, mascherine sold out"

''Abbiamo già vissuto la Sars nel 2003, cerchiamo di evitare luoghi affollati'

SANITÀ
Aya da Zongshan: Sempre più preoccupati, mascherine sold out


di Margherita Lopes

"La situazione qui appare sempre più grave, non sappiamo davvero cosa sta succedendo e cosa accadrà. Oggi ho visto molte persone in strada indossare le mascherine, io le ho appena cercate in farmacia ma sono sold out". E' la testimonianza che arriva all'Adnkronos Salute dalla città cinese di Zhongshan (sud della Cina), vicino Macao e Hong Kong, da Aya Peng, 33 anni, sull'allarme suscitato dal nuovo coronavirus nel Paese asiatico.

"Secondo l'ultimo aggiornamento della tv - racconta la giovane donna - ci sono già centinaia di casi di infezione. Aumentano i morti. E se tutto è iniziato nella città di Wuhan, nella Cina centrale, ormai sentiamo la conferma di casi anche in altre città. Ovviamente non è normale che tutti escano con le mascherine, ma in effetti sembra essere il modo giusto per proteggersi e tutelare anche gli altri in questo particolare momento".

E se la preoccupazione aumenta con il crescere del numero dei casi, "in questo momento non ho paura - assicura la donna - La maggior parte della gente non è così spaventata, tranne nell'area di Wuhan. Abbiamo già sperimentato la crisi della Sars nel 2003, quindi ora tutti sono più preparati, ma naturalmente facciamo molta attenzione. Per prima cosa - aggiunge - proviamo a non andare in luoghi affollati, e se usciamo indossiamo una mascherina". Dispositivi ormai introvabili in molti luoghi.

"Ora poi c'è il Capodanno cinese - aggiunge Aya - la maggior parte delle persone è in vacanza, quindi l'idea è che sia meglio stare a casa invece che visitare gli amici o viaggiare. In secondo luogo, c'è molta attenzione a tenere casa, auto e ufficio più puliti e a disinfettarli frequentemente. Oltre alla prevenzione - riflette - non ci sono molte cose che possiamo fare prima che i medici trovino il modo per risolvere questo problema". E se in Italia l'attenzione mediatica è elevata, "qui i media aggiornano le notizie ogni mezz'ora: siamo tutti concentrati, e sempre più persone sono infette. Spero - conclude - che la situazione possa risolversi al presto".



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