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Arrivano i gel mani made in farmacia, "ma domanda supera offerta"

SANITÀ
Arrivano i gel mani made in farmacia, ma domanda supera offerta

(Foto Farmacia Bandi Milano)

di Paola Olgiati


In tempi di coronavirus "i farmacisti si stanno facendo un mazzo così". Chiede la cortesia di "esprimere il concetto proprio con queste parole che rendono l'idea" Manuela Bandi, titolare della farmacia Bandi di Milano in via Rovereto angolo viale Monza, specializzata in preparazioni galeniche. Un'attività che in questi giorni si sta concentrando sui prodotti igienizzanti per le mani, praticamente introvabili se non online a prezzi esorbitanti: "Ne stiamo producendo di continuo", spiega la professionista all'AdnKronos Salute. Disinfettanti 'sfornati a nastro', ma lo stesso "la produzione fatica a star dietro alla domanda, anche perché il limite legale imposto dalle norme di buona fabbricazione è di 3 chili per lotto". E le vendite, stima, procedono al ritmo di "un centinaio di flaconcini al giorno".

"Più che mai in questa situazione noi farmacisti siamo in prima linea al banco come in laboratorio", insiste Bandi. Non si tratta solo di servire i clienti e di allestire galenici, ma anche di "consigliare e tranquillizzare", di arginare l'ondata di panico che cresce come uno 'tsunami'. Parte delle difficoltà sono legate quindi "all'organizzazione del lavoro", perché "di fatto dobbiamo essere ovunque": in negozio e nel retrobottega, in magazzino e in laboratorio. "Specie con quello che stanno vivendo in questi giorni i medici di famiglia, le farmacie sono la prima porta aperta sul territorio" e l'afflusso è incessante.

Gel mani e soluzioni disinfettanti 'made in farmacia' vengono prodotti secondo le regole della Farmacopea, "efficacia e sicurezza garantite". Le due ricette diffuse dalla Società italiana farmacisti preparatori (Sipaf) arrivano da quella britannica e "tecnicamente sono preparabili in tutte le farmacie - evidenzia la titolare meneghina, consigliere sia di Federfarma Lombardia sia di Federfarma Milano, direttrice della Fondazione Guido Muralti per la formazione degli associati di Milano, Monza e Lodi - Naturalmente quelle che come la nostra hanno puntato soprattutto sull'attività galenica sono più agevolate e hanno più dimestichezza" nell'allestirle, "nonché scorte maggiori di materie prime" per realizzarle.

Lo 'speziale' propone e "la gente gradisce - assicura Bandi - Per noi qui" barattoli e fiale dall'aspetto antico, senza il 'glamour' dei loghi industriali più conosciuti al grande pubblico, "sono un prodotto di consuetudine e quindi i nostri clienti sono anche preparati al loro aspetto. I nostri disinfettanti li proponiamo confezionati in flaconi trasparenti con tappino dosatore, prezzo al pubblico 4,10 euro: lo stesso del gel più noto" andato a ruba in queste settimane. "Ma ci tengo a precisare che il prezzo è libero - conclude la professionista - e che piccole variazioni da una farmacia all'altra ci possono essere, anche in base a quanto un esercizio sia più o meno focalizzato sull'allestimento di galenici. Se è vero infatti che il costo delle materie prime è irrisorio, c'è il lavoro di produzione e di inflaconamento che resta manuale".

"VALUTARE DEROGHE A LIMITI PRODUZIONE" - "Tre chili per lotto", dunque, è il limite massimo che per legge devono rispettare i farmacisti impegnati in questi giorni a produrre nei loro laboratori 'di bottega' gel e soluzioni disinfettanti per le mani contro l'allarme coronavirus. Trovare anche solo un flaconcino di quelli industriali assomiglia ormai a una 'caccia al tesoro', e in prima linea contro carenze e sciacallaggio sui prezzi ci sono esperti come Bandi: "Forse - osserva - in questi giorni di emergenza poter produrre qualcosina in più aiuterebbe. Ma servirebbe una deroga delle autorità sanitarie. Non possiamo certo procedere in autonomia".

"Le indicazioni sui limiti - precisa la professionista - sono fissate nel rispetto delle norme di buona fabbricazione. Il punto però è che in questo periodo", persino negli esercizi specializzati nell'allestimento di galenici, "l'offerta fatica a soddisfare la domanda". Da un lato "la produzione dei preparati si deve conciliare con tutte le altre attività della farmacia" e con il superlavoro al quale sono chiamati i camici 'in trincea'. Dall'altro "ci sono i limiti legali: massimo 3 chili di prodotto per lotto. Forse si potrebbe rivalutare", osserva la farmacista, in modo da garantire ai cittadini alternative "efficaci e certificate" per una pulizia delle mani a prova di virus.

"ATTENZIONE AI PRODOTTI CASALINGHI" - Alcol, acqua ossigenata, glicerina ed ecco fatto il gel igienizzante mani fai-da-te. Ma attenzione, avverte la farmacista: queste preparazioni casalinghe, "se non correttamente preservate, rischiano di diventare esse stesse una possibile fonte di infezione". Da scudo antivirus ad arma in mano ai microbi. "Le formulazioni che sono circolate in queste ore sono sicuramente valide e possono essere utilizzate", spiega Bandi. Ma "il problema è poter avere un prodotto sufficientemente preservato - ammonisce - in modo che non diventi proprio lui una fonte di contagio". Il contenitore, per esempio, deve essere adeguato ("quelli che usiamo noi farmacisti non rilasciano alcuna sostanza alla soluzione che racchiudono"). E poi i tempi di conservazione: "Un conto è usare il prodotto nell'immediato, un altro mesi dopo averlo preparato. Attenzione", conclude la farmacista.



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