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Coronavirus, Ricciardi: "Ci sono casi sommersi"

SANITÀ
Coronavirus, Ricciardi: Ci sono casi sommersi

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"Che ci sia una circolazione del nuovo coronavirus superiore rispetto al numero dei pazienti positivi confermati è indubbio. La strategia di utilizzo dei tamponi va valutata bene, merita un adeguato approfondimento del comitato tecnico scientifico". A sottolinearlo è Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e consigliere del ministro della Salute per l'emergenza Covid-19.


"La strategia migliore per circoscrivere l'infezione - spiega all'AdnKronos Salute - sono le misure di contenimento su cui il Governo sta puntando. La strategia per tracciare i positivi deve essere oggetto di un'attentissima discussione. Ogni scelta su questo fronte merita un approfondimento, guardando anche al livello internazionale. Non può dipendere semplicemente dal fatto che un Paese o una Regione prendono un'iniziativa". Quanto alle dimensioni numeriche dei casi positivi 'sommersi', c'è chi - come il sociologo Luca Ricolfi oggi sul 'Messaggero' - parla di almeno 100 mila persone, di dati anche 7 volte superiori rispetto ai casi positivi accertati. Per Ricciardi "uno dei modelli più attendibili per stimarli è quello messo a punto dagli scienziati dell'Imperial College London", gli stessi esperti che hanno ipotizzato che potessero essere rimasti nell'ombra fino a due terzi dei contagi importati fuori dalla Cina.

Il tema delle campagne di tamponi per rilevare i soggetti positivi al nuovo coronavirus resta sotto i riflettori, dopo che oggi il presidente del Veneto Luca Zaia ha annunciato l'imminente partenza di una grande campagna di tamponi 'on the road'. "E' una questione molto complessa - ragiona Ricciardi, che non si esprime su questo - Oggi esistono due strategie diverse. Una segue le indicazioni di organismi internazionali", l'Oms e i Centri per il controllo delle malattie. "L'altro approccio è quello che è stato applicato esclusivamente in Corea del Sud. Naturalmente penso che in questo momento si debba seguire la via indicata dagli organismi internazionali. Per qualsiasi variazione c'è la necessità che il comitato tecnico-scientifico faccia un'attenta valutazione".



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